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E ALLA FINE ANDAMMO AL MARE E NON ERA IL BALTICO

Quando si diventa genitori ci si trova più spesso del previsto a fare delle scelte che mai e poi mai avremmo fatto prima, trascinati dalla forza dell’amore ma soprattutto dalla necessità di scendere a compromessi per puro istinto di sopravvivenza.

Perdonatemi. Sono più pratica che romantica.

Qui si potrebbe aprire un capitolo su quanto alla fine il fare figli sia una scuola di vita che insegna ad uscire dalla propria zona di sicurezza, valorizza il cambiamento, la flessibilità eccetera eccetera ma – per vostra fortuna – oggi non ho per niente voglia di propinarvi un pistolozzo sulle gioie della genitorialità. Vi parlerò invece di ben altro.

BARBIE È DIVENTATA MAMMA E SU INSTAGRAM FA IL PIENO DI LIKE

 

Ho scoperto da poco l’account Instagram della social-mamma-Alfa, quella che chiude il cerchio della mania di condivisione quotidiana degli attimi “spontanei” di vita familiare su quei quadrati che ormai tutti noi consultiamo compulsivamente più e più volte al giorno all’ora.

È ironica e divertente ma ha un corpo statuario e un sorriso splendente. Si chiama Tiffanny (Tiff) Carson ed è una Barbie. Il suo account tiff_thebarbie ha oltre ventimila follower, ha un marito, Ken, due figli bellissimi, Kelly e Wyatt, e condivide la sua vita quotidiana come una perfetta mamma Millennial, documentando ogni attimo “che conta” ma sempre con un pizzico di ironia.

E, COMUNQUE, NONOSTANTE I VIRUS DELLE FESTE, BUON ANNO A TUTTI!!!

SOLO NOI SIAMO SEMPRE TUTTI MALATI PER LE FESTE DI NATALE?

QUEST’ANNO ALMENO PER NATALE ERAVAMO TUTTI SANI. FACCIAMO A TUTTI I MIGLIORI AUGURI PER L’ANNO APPENA INIZIATO E CELEBRIAMO RICAPITOLANDO I NOSTRI NATALI PIÙ APOCALITTICI!

 

Le vedete le foto qui sopra? C’è una famiglia composta da mamma, babbo, due bambini e una ragazza alla pari. Tutti carini e ben vestiti pronti per dirigersi al tradizionale pranzo natalizio di famiglia.

Ecco. Segniamolo sul calendario perché

STAI FERMA. ASPETTA. NO. (E QUEI GIORNI CHE COME MAMMA NON MI SOPPORTO)

Ci sono quelle giornate in cui tutto – o quasi – va bene e la vita è una cosa meravigliosa. In quelle giornate lì mi potrebbe passare sopra un autotreno e mi rialzerei come un omino a molla, tutta intera e col sorriso sulle labbra. Nei giorni in cui tutto va bene mi vanno bene anche gli stronzi, perché la mia serenità e il mio ottimismo se ne fregano di qualsiasi stregone cattivo che vuole portare il male nel mondo. In quei giorni lì sono una mamma che mi piace; ascolto, aiuto, imparo, respiro profondamente un paio di volte prima di reagire a caso e disinnescherei qualsiasi capriccio, con una maestria che la Montessori vi sembrerebbe una dilettante.

Poi ci sono quelle giornate in cui mi girano; il che, seppur raramente, può accadere per vari motivi, non ultimi il tempo atmosferico o la bolletta del gas che si mangia i soldi delle vacanze. In quei giorni lì sono una mamma che non mi piace. Ho  voglia solo di silenzio e solitudine, di minima spesa e massima resa su tutti i fronti anche quello degli affetti. In quei giorni lì non mi viene facile il sorriso e qualsiasi deviazione dalla linea retta mi sembra insubordinazione; vorrei figli che stanno fermi seduti da una parte a leggere un libro in silenzio per ore e ore e ore, vorrei che mangiassero altrettanto in silenzio e senza sporcarsi e che non mi rivolgessero parola mai, vorrei che se proprio mi devono parlare fosse per dirmi grazie e buonanotte. In quei giorni lì mi guardo da fuori di me, mi ascolto dire tutti quei “NO!”, “Stai ferma!”, “Aspettami!”, “Non urlare!”… e mi sto sulle balle non solo come mamma ma anche come essere umano. Aspetto solo il bacio del mio Principe quando torna da lavorare, che mi riporta il colore sulle guance proprio come Biancaneve. Perché in quei giorni in cui tutto va storto mi sembra di essere vittima di un incantesimo, di aver mangiato la mela avvelenata.

MAMMA, LA MIA CACCA PROFUMA?

La cacca è un argomento estremista che non conosce sottintesi. Non si può parlare di cacca, senza parlare… ehm… di cacca. E, alla fine, la cacca, comunque la si chiami, in fondo è sempre un po’… bleah.

La cacca è dunque una cosa che si produce preferibilmente in bagno e, in genere, in solitudine, magari leggendo una rivista, un libro o un fumetto oppure refresciando compulsivamente Facebook su un device digitale portatile. La cacca puzza, sempre; può puzzare di più o di meno ma puzza sempre. È per questo che in genere la si produce in solitudine e poi si esce dal bagno facendo i vaghi. Se qualcuno entra in bagno dopo di noi, il difficile è padroneggiare quell’espressione sicura di sé che comunica, senza bisogno di parole, un concetto importante: non sono stato io, la puzza appartiene a quello prima di me, chiunque esso sia, e se questo bagno lo usiamo solo noi due forse quella persona sei proprio tu.

LA MORTE SPIEGATA DA MIA FIGLIA A ME

Giorgina viene da me mostrandomi un disegno appena fatto:

” Mamma guarda ho disegnato un gruppo di ballerine che danzano nel bosco”

“Bello, però… ehm… mi sembra di vedere solo una ballerina…”

“Eh, si, mamma. Prima erano tante poi è rimasta solo questa qui. Le altre hanno bevuto l’acqua dell’Arno e sono morte tutte. Peccato”

“Ah.”

“Eh, mamma, non si deve bevere l’acqua dell’Arno se poi vuoi ballare. Eh.”

“Ma che vuol dire che sono tutte morte?”