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CHE NE FACCIO DI QUEL TUBETTO DI LANOLINA?

10 modi per utilizzare la crema ALLA LANOLINA anche oltre l’allattamento!

Avete comprato la lanolina per le ragadi al seno ma poi, fortunatamente, non ne avete avuto bisogno e adesso giace lì nel dimenticatoio a far polvere? Vi hanno regalato la lanolina quando avete avuto le ragadi al seno e l’avete usata, ma poi ve ne è comunque avanzato mezzo tubetto e adesso giace lì, nel dimenticatoio a far polvere? Ecco, aspettate a buttarlo via. Se, come me, siete allergiche allo spreco sappiate che anche per questa appiccicosa sostanza dall’odore poco gradevole, esiste una vita oltre le ragadi e vi stupirete di quanti diversi utilizzi può avere! Arrivare in fondo a quel tubetto, si può!

SUPPORI E SUKKIRI: DAL GIAPPONE LA FASCIA PORTABEBÈ INCONTRA L’ESTATE

Portare in fascia è bello e comodo e permette di muoversi più liberamente che con un passeggino. Ma quando arriva il caldo dell’estate, come si fa?

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Io, ormai lo sapete, sono una portatrice entusiasta. Ho portato Giorgina fin da piccolissima in fascia e col marsupio e poi anche Giovanni, che però è nato d’estate e mi ha stimolato a provare anche altre fasce e posizioni per non rinunciare alla comodità di portarlo con me e allo stesso tempo non morire di caldo.

Questa estate grazie a Emilia e Aidan di Family Nation ho avuto modo di conoscere e provare delle nuove fasce arrivate dal Giappone, vincitrici a man bassa di numerosi premi di design di settore e perfette per l’estate. Si chiamano Suppori e Sukkiri e sono prodotte dall’azienda giapponese Lucky, primo marchio produttore di fasce porta bebè in Giappone, nato nel 1934 con l’obiettivo di agevolare la vita affatto semplice delle mamme di quell’epoca.

IL MIO BABY MONITOR, ECCOLO QUA!

Voglio dirvi la verità. Ad un certo punto della mia vita di madre, avevo deciso di archiviare la faccenda baby monitor. Ne avevo provati tre o quattro dopo la nascita di Giorgina – regali e prestiti vari – e nessuno di essi aveva superato la superpotenza del mio orecchio di madre e la beata incoscienza di chi si affida pericolosamente al destino. C’era quello che funzionava benissimo ma sfortunatamente si attivava lentamente e in genere quando ormai la tempesta era già passata e io o il babbo eravamo già accorsi a quietare gli animi; oppure c’era quello che si connetteva con tutto, anche con le radioline dei camionisti, ma proprio non ce l’ha mai fatta a sintonizzarsi sulle onde sonore provenienti dall’ugola della piccina; c’era quello che prometteva riprese video fenomenali e invece sembrava tutto un sequel dell’ecografia morfologica e quello che invece soffriva d’ansia e faceva partire l’allarme per ogni minimo soffio di vento. Una costante delusione, insomma.

Quando ho conosciuto il nuovo Smart Baby Monitor uGrow Philips Avent stavamo cominciando a pensare di spostare i bimbi in una stessa camera e

GIOCHIAMO AGLI INDIANI?

 

La primavera sta arrivando e io ho voglia di vita all’aria aperta. Vorrei tornare bambina e giocare ad uno dei miei giochi preferiti; costruire teepee improvvisati e giocare agli idiani, con copricapi piumati e calumè della pace. La cosa bella dell’avere figli è che si può sempre avere una buona scusa per tornare bambini!

E siccome si sa che i sogni son desideri, con quest’immagine in mente ho fatto un giro alla ricerca di ispirazione per lo shopping di primavera, su Smallable, uno dei miei siti preferiti per gli acquisti di famiglia.

KIT MAGLIA BETTA KNIT + FAMILY NATION

Quest’anno era cominciato proprio male. Uno di quegli anni in cui tutto sembra andare per il verso sbagliato. Uno di quegli anni in cui tutto quello che fai porta al risultato opposto di quello che avevi immaginato.

Poi gli amici di Family Nation mi hanno chiesto di provare il kit maglia pensato e prodotto insieme a Betta Knit. E ho pensato; no, non posso accettare. Sarà l’ennesimo fallimento e poi starò malissimo. Non lo posso fare.

IL MIO CALENDARIO DELL’AVVENTO 2016 È UNDUETRESTELLA

Pur provenendo da una famiglia di atei razionalisti conservo dei miei Natali da bambina ricordi bellissimi.

Per esempio ricordo la mia mamma che – per non farmi sentire troppo diversa dagli altri bambini che la vigilia andavano in chiesa con tutta la famiglia – mi comprò il presepe; era un presepe molto bello in legno tipo pop-up, che stava in una valigetta e quando la aprivi si apriva tutto il presepe, con la capannuccia, gli aimali e la lucina fioca ad illuminare la sacra scena. I personaggi erano a parte e si dovevano inserire noi. Nel mio presepe il bambinello veniva messo nella sua culla fin dal primo giorno. Nelle case dei miei amici no; arrivava dopo il 24. Però alla mia mamma non gliel’ho mai detto perché ho sempre adorato il fatto che facesse degli sforzi enormi per farmi essere come tutti ma poi non le riusciva mai benissimo.

Poi c’era la mia zia Dunia, la sorella del babbo, una donna che emana spirito natalizio anche a Ferragosto, una di quelle che compra le riviste sulle decorazioni natalizie anche in lingua straniera; che la strada verso l’originalità delle decorazioni è lastricata di lingue incomprensibili e notti su Google Translate. La mia zia ogni anno a fine novembre mi portava all’UPIM di Piazza della Vittoria dove si comprava un calendario dell’avvento. Ogni anno lo stesso; uno di quelli di cartone con le finestrelle da aprire. Dietro ogni finestrella c’era un cioccolatino. A me da piccola la cioccolata non piaceva proprio per niente e i cioccolatini li mangiava sempre mamma, ogni mattina dopo l’apertura della finestrella. Non l’ho mai detto a mia zia e l’ho obbligata a comprarmi il calendario dell’avvento per anni, ogni volta quello stesso calendario anche se la cioccolata non mi piaceva; finché, un giorno l’UPIM non chiuse e con esso anche la tradizione del calendario se ne andò. 

DOONA, IL SEGGIOLINO AUTO TRASFORMISTA

Prima della nascita di Giovanni mi sono preoccupata molto del passeggino da comprare e delle caratteristiche che avrebbe dovuto avere e non mi sono invece preoccupata quasi per niente del seggiolino auto: me ne sono fatto prestare uno da mia cugina e fine della storia.

Poi Giovanni è nato e la prima volta che è capitato di dover entrare in macchina tutti e quattro per andare fuori città un paio di giorni ho capito che qualcosa mi era sfuggito. Possedendo una Panda – una tra le poche macchine che permettono una serena vita automobilistica nel centro città – una volta infilati i due seggiolini auto nel retro della macchina, il passeggino si trovava ad occupare l’intera bauliera. Come potete immaginare non c’era posto per nessun tipo di bagaglio, nemmeno un bagaglio del formato adatto a quella nota compagnia aerea che fa volare con tre soldi e all’atterraggio suona la trombetta. Abbiamo così optato per lasciare a casa il passeggino e usare solo fascia e marsupio, che tanto comunque usiamo quasi sempre solo quelli e dunque niente di male; se non fosse che ogni tanto anche noi genitori “portatori” abbiamo bisogno di un attimo di distacco. Che fare dunque? Comprare una macchina nuova? Fare per sempre a meno del passeggino? Mmmmmh.

doonaÈ stato a quel punto che è arrivato Doona e io ho cominciato a credere nella Provvidenza; si, quella del Manzoni, proprio lei. Doona ha risolto tutti i nostri problemi di spazio e di mobilità e da quando è arrivato non riusciamo a smettere di mostrarlo a tutti con l’orgoglio di chi ha trovato l’oggetto che mancava nella vita.

Doona è un seggiolino auto che racchiude al suo interno le ruote che – premendo un pulsante – lo trasformano in un passeggino. Avete capito? Non è un ovetto del Trio a cui poi dovete attaccare una base con le ruote che pesa come un tir e prende nella bauliera lo stesso posto di un giocatore di rugby accovacciato; Doona è tutto lì, prende solo il posto di un seggiolino auto e libera la vostra bauliera da tutto il resto. Inoltre entrare e uscire dalla macchina con un neonato sarà facilissimo e velocissimo.

Doona è poi un alleato incredibile per viaggiare ed ha ottenuto anche l’importante certificazione TUV che ne permette l’utilizzo in aereo. Immaginate, poi, giunti a destinazione, di voler noleggiare una macchina; Doona vi farà risparmiare i soldi di un seggiolino auto da noleggiare. Con Doona potrete muovervi liberamente senza dover pensare troppo alla logistica e, credetemi, non è poco!

Le dimensioni del Doona sono contenutissime e vi permettono di entrare anche nei posti più angusti; per noi ha voluto dire poter salire in casa col passeggino usando il nostro minuscolo ascensore e non dover quindi sempre svegliare Giovanni.

Ecco qui, prima di altri dettagli, una dimostrazione della facilità di utilizzo del Doona:

Doona viene venduto insieme ad un tessuto coprisedile per la macchina e al riduttore per neonati in tessuto di Bamboo 100% materiale naturale con proprietà anti batteriche, traspiranti e ipoallergeniche.  Doona ha anche una base Isofix – dotata di una staffa verticale per assicurare una maggiore stabilità – acquistabile separatamente e una serie di accessori comodissimi e studiati per essere pratici e belli al tempo stesso. Ha tre tipi di borse di tre dimensioni diverse (quella in foto è la più piccolina), parapioggia, zanzariera e parasole tutti belli ed estremamente funzionali. Per vedere meglio tutti gli accessori potete dare un’occhiata al servizio fotografico del sito Cercapasseggini.

Doona riduttore neonatiDifficile trovare un difetto a questo oggetto fantastico; la qualità di tutte le sue parti è veramente notevole. Dai tessuti ai materiali della struttura, tutto è curatissimo. D’altra parte Doona è stato creato da un padre ingegnere che voleva un passeggino facile da usare, solido e resistente che gli permettesse di passare più tempo ad esplorare la città con la figlioletta. È stato pensato con amore, e il risultato è veramente eccezionale.

Inoltre il Doona vi permette di spendere soldi per un unico oggetto e averne in cambio due che vi traghetteranno direttamente al momento del passeggino ad ombrellino – che potrete acquistare per veramente pochi euro – e senza passare dal temibilissimo Trio. Una vittoria su tutta la linea.

Noi siamo veramente entusiasti e grazie al Doona ci sentiamo molto più liberi di  muoverci; è stato il regalo più bello ricevuto quest’anno!

Grazie Doona!

 

– Questo post è stato realizzato grazie ad IGO Distribution che ha pensato a noi per testare Doona. Non mi sarei prestata se non fossi stata veramente convinta della qualità di questo prodotto, perciò state certi che tutto quello che avete letto in questo post è frutto della mia esperienza e contiene la mia sincera opinione. –

SE MI PERDO… FAMMI RITROVARE! L’IDEA GENIALE DI BEA BARTHES PER NON PERDERE I BIMBI

Mia mamma mi raccontava spesso di quando, da piccola, mi persi dietro un venditore di palloncini; mi diceva sempre che fu un attimo, che erano tutti convinti di avermi sotto controllo e invece in meno di un secondo ero persa tra la folla. Poi mi ritrovarono; le comunità “analogiche” erano molto più abituate ad accorrere in soccorso di qualcuno, erano molto più pronte a rispondere ad un grido d’aiuto. Quando mi raccontava questa storia a mamma venivano le lacrime agli occhi perché, mi diceva, da quel giorno in poi la paura di perdermi non le era mai più passata.

Poche settimane fa anche noi abbiamo avuto un brevissimo momento di panico di questo genere, mentre eravamo a cena fuori in un posto all’aperto che ha anche uno spazio bimbi con scivoli e altalene. Giorgina stava giocando con una bambina e noi la stavamo tenendo d’occhio, solo che, ad un certo punto, abbiamo abbassato lo sguardo sul nostro piatto per un attimo ed evidentemente lo abbiamo fatto in contemporanea mollando la presa su di lei; fatto sta che in un attimo non c’era più. Lei è tornata in meno di un minuto, trotterellando felice verso di noi, ma a me quegli attimi sono sembrati lunghissimi e anche se l’avevo subito ritrovata volevo solo piangere di paura e di gioia insieme. Sul momento mi sono detta che quantomeno avrei dovuto farle un bigliettino da tenere in tasca e da mostrare in caso si perdesse, poi mi sono messa a cercare soluzioni un po’ più carine e ho trovato questa cosa qui.

È un’idea nuova e anche un po’ geek quella di Bea Barthes, nuovo brand di abbigliamento bimbi 0-6 anni, che ha creato Se mi perdo, speciali etichette disponibili su ogni capo e un braccialetto semplice e molto estivo, entrambi dotati di un mix di tecnologie in grado di far ritrovare velocemente il bambino in caso di smarrimento.

Basta infatti avvicinare uno smartphone all’etichetta, ben visibile all’esterno dell’indumento, per fare sì che i genitori ricevano in tempo reale un’e-mail con la posizione del bambino, geolocalizzata su mappa. La persona che lo ha ritrovato, invece, visualizza una pagina web specifica attraverso cui può scegliere di chiamare il genitore o di inviare un SMS precompilato.

In poche parole Se mi perdo sfrutta infatti la tecnologia NFC (Near Field Communication), già adottata, ad esempio, per pagare con carta di credito e ora applicata alla sicurezza dei bambini. Se il cellulare non dispone del sistema NFC, l’etichetta, che riporta in modo chiaro la spiegazione di come utilizzarla, può comunque essere letta attraverso il QR code o ancora, più semplicemente, basta collegarsi da un qualsiasi browser all’indirizzo web dedicato per chiamare direttamente il genitore e lanciare in automatico la geolocalizzazione del bimbo. L’attivazione dell’etichetta o del bracciale ha un costo dopo i primi 60 giorni, ma per adesso è veramente irrisorio.

Gli abiti e gli accessori della linea sono tutti acquistabili online su www.beabarthes.com e su qualsiasi capo è possibile richiedere l’etichetta Se mi perdo. E visto che le spiagge affollate sono uno dei luoghi più a rischio, il braccialetto è acquistabile anche presso gli stabilimenti balneari che ne hanno fatto richiesta.

Ovviamente io che sono un po’ nerd sono stata immediatamente affascinata da Se mi perdo; resto un po’ perplessa sull’effettiva funzionalità in un paese dove resta imperterrita una scarsa cultura informatica e digitale e ancora oggi esistono persone della mia età – cioè… ehm… tra i 30 e i 40… – che non soltanto non sanno cosa è un codice QR ma hanno difficoltà ad utilizzare un browser in funzione mobile. Il vantaggio di un oggetto come questo, d’altra parte, è che può essere facilmente utilizzato in viaggio; ovunque siate nel mondo Se mi perdo funziona con tecnologia digitale, non ci sono telefonate da fare, lingue da capire. Basta connettersi alla rete et voilà; al limite avrete speso qualche euro ma non avrete il problema di dover capire l’indirizzo in cui si trova il vostro pargoletto in islandese o in giapponese o in qualsiasi altra incomprensibile lingua!

Io credo che farò un tentativo, soprattutto per premiare un’idea che finalmente cerca di rendere utile quell’incessante smanettare coi telefonini che anche in spiaggia non riusciamo mai a mollare. Che servano finalmente a qualcosa di meglio che consumare inutilmente la nostra vista!

 

SICUREZZA IN AUTO: REMMY, IL SEGNALA-BEBÈ

_MG_9736La settimana scorsa ci siamo svegliati e guardando fuori dalla finestra abbiamo visto le colline sopra Firenze tutte bianche di neve. Il Barbapapà ha avuto un’idea stupenda: : “prendiamo la macchina e andiamo a far giocare Giorgina con la neve”. Detto fatto in men che non si dica eravamo in strada alla volta delle colline innevate sopra Borgo San Lorenzo. In poco più di 40 minuti siamo arrivati dove la neve era abbastanza alta e ancora morbida e candida a sufficienza per poterci divertire; abbiamo accostato la macchina e siamo scesi. Giorgina era entusiasta e ha fatto talmente tante palle di neve che ho un congelamento alle mani! Quando siamo risaliti in macchina – alla volta del ristorante più vicino fornito di ottimi tortelli fatti a mano e conditi con goduriosissimi sughetti casalinghi e per niente dietetici – eravamo tutti quanti felicissimi e… bambini.

Scendendo dalla colllina, al primo tornante, ho sentito Giorgina gridare entusiasta “Weeeeeeeeeee” e ho pensato che fosse l’effetto montagne russe della strada; al secondo “Weeeee” con la coda dell’occhio mi sono accorta di un movimento alle mie spalle, mi sono voltata e però era tutto normale; al terzo tornante e al terzo “Weeeeeeeee” mi sono voltata in tempo per accorgermi che il seggiolino di Giorgina non era fermato bene e ad ogni curva si inclinava fino quasi a toccare il sedile per intero. Immediatamente dopo ho notato che la piccola peste si era anche in parte liberata dalle cinture. Panico. Ci siamo fermati e abbiamo fatto il possibile per mettere tutto in ordine, pur consapevoli del fatto che Giorgina si sta mettendo più d’impegno del solito ad aprire le cinture e che questo può diventare in fretta un serio problema di sicurezza.

bimbo_slaccia_homeÈ stato in quel momento che mi sono ricordata di Remmy. Remmy (dal verbo inglese “remember”, appunto, ricordare) è un dispositivo di allarme acustico che monitora costantemente la presenza del bimbo in auto segnalandoci due eventi importanti: se il bimbo si sposta dal suo seggiolino durante il viaggio e se il bimbo è ancora in auto una volta spento il motore, richiamando l’attenzione del conducente. Remmy nasce sulla triste scorta di tutti quei terribili casi di cronaca che hanno visto bambini subire le spesso irreversibili conseguenze di un involontario abbandono all’interno dell’abitacolo della macchina e, anche solo per questo tutti noi dovremmo acquistarne uno; è facile pensare che a noi non accadrà mai, ma purtroppo il numero impressionante di casi del genere ci insegna che non è così, che può accadere – ed è accaduto – anche ai genitori più attenti e premurosi e dovremmo riflettere sulla opportunità di correre questo rischio. Grazie al suo dispositivo speciale sensibile al peso sistemato sl seggiolino, Remmy è però anche in grado di far scattare l’allarme nel caso in cui il bambino si liberi dalle cinture e decida di sedersi altrove mettendosi potenzialmente in gravissimo pericolo. 

remmy_functionRemmy è nato nel 2013 dalla ferma determinazione di due papà di mettere sul mercato il prodotto da loro inventato, un prodotto semplice, intuitivo, 100% made in Italy, economico ed universale, per aiutare le persone ad evitare potenziali tragici incidenti. Remmy ha già ottenuto ottime recensioni, superiori a quelle di prodotti simili, e oltretutto il costo è contenutissimo, soprattutto se consideriamo il fatto che è un dispositivo salva-vita: 45 euro per il singolo e 60 per il doppio. Si può acquistare on-line (QUI)senza tante difficoltà ed è facilissimo da montare e da utilizzare.

La vita dei nostri figli vale infinite volte di più e, vi dico la verità, non so dirvi perché ho aspettato tanto ad acquistarne uno. Soltanto adesso capisco che non si dovrebbe mai arrivare ad avvistare il pericolo così da vicino e dovremmo fare in anticipo tutto il possibile per garantire la sicurezza nostra e dei nostri figli.