Albero di Natale vero o finto? Questo il dilemma!Ecco le ragioni della nostra scelta!

E voi cosa scegliete?

Vivevamo insieme da pochissimi giorni io e il mio amore. Era il lontano 2003 e si stava avvicinando il Natale. Ricordo che ero stata a casa della mia mamma ed ero tornata a Firenze carica di addobbi natalizi. Varcai la soglia di casa portando tra le braccia un groviglio di rami d’abete e foglie di magnolia, lucine e palline multicolori. Lui mi guardò e disse: “Ah! Addobbiamo per Natale? Allora aspetta che l’albero ce l’ho io! Lo vado a prendere!”.

Lo disse con una tale soddisfazione ed entusiasmo che pensai “Che carino!”. Era bello vedere che forse ci teneva più lui ad addobbare la casa per le feste, che io!

Poi vidi che stava aprendo un microscopico sportello di un mobile. Con grande cautela ne tirò fuori un albero in plastica alto circa trenta centimetri. Era uno di quelli con già attaccate le palline e i fili di perle; malamente e con la colla a caldo ancora ben visibile, accucciata dietro ogni pallina. Portava con sé un mezzo quintale di polvere sulla quale lui soffiò con nonchalance. Et voilà. Passando sopra l’estetica con la delicatezza di una schiacciasassi… il Natale è fatto.

Posizionato il caro amico verde su una consolle, si strofinò energicamente le mani per liberarsi dalla polvere residua, chinò la testa da un lato un po’ commosso e tornò alla sua partita di Daoc, salendo le scale fischiettando canzoncine natalizie.

Quel caro amico albero ha superato ancora pochi Natali dopo quello e, grazie al cielo, con il trasloco del 2007 ha deciso di perdersi. Da allora ho giurato a me stessa che avrei sempre comprato l’albero vero. Bello grande a sufficienza da metterci i regali sotto e sedercisi vicino senza sentirsi Gulliver.

Insieme a questa presa di posizione è nata la polemica in famiglia su cosa fosse meglio scegliere da un punto di vista etico e ambientale: l’albero vero o quello di plastica?

kxtqevwxdt4-daniil-silantevBeh, io alla fine propendo per l’albero vero e queste sono le mie motivazioni:

  • per produrre un albero finto in PVC vengono emessi 23 kg di CO2, per un modello in fibra polietilenica (PE), invece circa 12 Kg. Gli alberi coltivati al contrario assorbono CO2 nella misura di circa 47 grammi per pianta e un ettaro di vivaio produce ossigeno per 45 persone. E questo non lo dico io ma Antonio Brunori del Pefc Italia – la più grande organizzazione al mondo per la certificazione forestale – e una ricerca di Lifegate che ha tenuto conto dell’intero ciclo di vita dell’oggetto (dall’approvvigionamento delle materie prime sino allo smaltimento, passando per la produzione, l’imballaggio e la distribuzione).
  • gli alberi veri che compriamo sono al 90% coltivati appositamente in piccole aziende locali e dunque non vengono distrutti ettari di foreste come spesso si sente dire dai sostenitori dell’albero in plastica.
  • gli alberi in plastica che compriamo non soltanto sono inquinanti perché nella stragrande maggioranza dei casi sono fatti in PVC o comunque da derivati dal petrolio la cui lavorazione rilascia diossine molto inquinanti dannose per l’ambiente e per l’uomo, ma vengono spesso prodotti molto lontano da noi aumentando l’impatto ambientale con il consumo di CO2 dovuto al trasporto.
  • È vero che l’albero vero ogni anno rischia di dover essere ricomprato a meno che non si disponga di un giardino o di un grande balcone ben posizionato. L’albero vero, nel nostro caso, si trasforma in rifiuto annuale questo è vero. È vero anche però che l’albero vero finisce tra i rifiuti compostabili mentre lo smaltimento di un albero di plastica – che, diciamocelo, non dura mai una vita – è ben più complessa faccenda. La plastica impiega oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente ed è stato notato che in media chi compra l’albero in plastica non lo tiene per più di 5/6 anni.

Ovviamente tra i motivi della mia scelta aggiungo che l’albero vero ha quel buon profumo di Natale che la plastica non avrà mai; che mi piace tutto il rito della scelta dell’albero con il vivaista – o il commesso dell’Ikea, lo confesso – che ti toglie la rete da intorno all’albero e da quella leggera scossa che permette di valutare la fisionomia dell’albero e le condizioni di salute del tronco e degli aghi; e che, infine, mi piace quando l’albero arriva a casa e mentre uno lo trascina in postazione, l’altro lo segue con la scopa e la cassettina per raccogliere gli aghi che si perdono per strada.

Le perplessità comunque restano e per esempio riguardano l’uso – spesso abbondante – che le aziende agro-forestali fanno di pesticidi che non soltanto inquinano ma sono dannosissimi per l’uomo. Non sono una esperta ma immagino che per proteggere le abetaie da funghi, acari e altri parassiti non siano molti quelli che si fanno problemi ad usare un pesticida piuttosto che vedere distrutto tutto un “raccolto”.

Insomma la questione resta spinosa e le alternative diciamocelo non mi sono mai sembrate granché attraenti.

Voi? Che scegliete? Vero o plastica? Qualcuno di voi conosce alternative ecologiche che non siano esteticamente punitive? Ogni consiglio è ben accetto. Che qui il Natale è alle porte!!!!

 

Qui le fonti più interessanti che ho trovato in giro:

FOTO: https://unsplash.com/

 

Irene
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4 Comments

  1. Sai che stavolta non sono d’accordo? Io l’albero di Natale non lo faccio. (Quelli sotto il metro e 60 mi fanno tristezza e a casa non ho molto posto per ospitarne uno grande). Di solito taglio alcuni lunghi rami dal gelso che ho in giardino, o di altre piante del giardino di mia madre, e dopo averli messi nel vaso li addobbo con lucine e tutto il resto.
    Usare un abete vero e poi buttarlo nella spazzatura non è crudele? Anche le piante sono esseri viventi e trattarle come oggetti mi pare poco rispettoso… no?

    • Irene
      Irene Reply

      certo si può vedere anche in questo modo. È vero però che ogni tanto ci possiamo anche concedere qualche scivolata nel consumismo se l’impatto è sostenibile. A dire il vero io il problema della crudeltà verso l’albero-essere-vivente proprio non la sento (Crudelia Demon 😛 ) ma placo i miei sensi di colpa ecologici cercando di smaltire l’albero in modo tale che finisca a far da compost e non nella spazzatura generica. Però se uno riesce a fare senza come te è sicuramente meglio!!! Brava!!!

      • Cara Crudelia (da oggi ti chiamerò così, è deciso 😛 ), sono d’accordissimo sul fatto che piuttosto che l’albero di plastica sia meglio quello vero.
        Ti lancio un’idea: finito Natale, potrebbe essere un’ occasione di una gita famigliare caricare l’albero in macchina e trasportare l’albero in campagna, in un posto in cui possa essere piantato assieme ai bambini.
        Coi miei lo si faceva all’epoca e ricordo che si attendeva tanto il momento degli addobbi, quanto quello dello strapianto. L’albero ve ne sarà grato 🙂

        • Irene
          Irene Reply

          seguirò il tuo consiglio! Mi sembra una idea divertente. Lo andremo a piantare nel giardino della nonna!!! 🙂

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