Ci sono quelle giornate in cui tutto – o quasi – va bene e la vita è una cosa meravigliosa. In quelle giornate lì mi potrebbe passare sopra un autotreno e mi rialzerei come un omino a molla, tutta intera e col sorriso sulle labbra. Nei giorni in cui tutto va bene mi vanno bene anche gli stronzi, perché la mia serenità e il mio ottimismo se ne fregano di qualsiasi stregone cattivo che vuole portare il male nel mondo. In quei giorni lì sono una mamma che mi piace; ascolto, aiuto, imparo, respiro profondamente un paio di volte prima di reagire a caso e disinnescherei qualsiasi capriccio, con una maestria che la Montessori vi sembrerebbe una dilettante.

Poi ci sono quelle giornate in cui mi girano; il che, seppur raramente, può accadere per vari motivi, non ultimi il tempo atmosferico o la bolletta del gas che si mangia i soldi delle vacanze. In quei giorni lì sono una mamma che non mi piace. Ho  voglia solo di silenzio e solitudine, di minima spesa e massima resa su tutti i fronti anche quello degli affetti. In quei giorni lì non mi viene facile il sorriso e qualsiasi deviazione dalla linea retta mi sembra insubordinazione; vorrei figli che stanno fermi seduti da una parte a leggere un libro in silenzio per ore e ore e ore, vorrei che mangiassero altrettanto in silenzio e senza sporcarsi e che non mi rivolgessero parola mai, vorrei che se proprio mi devono parlare fosse per dirmi grazie e buonanotte. In quei giorni lì mi guardo da fuori di me, mi ascolto dire tutti quei “NO!”, “Stai ferma!”, “Aspettami!”, “Non urlare!”… e mi sto sulle balle non solo come mamma ma anche come essere umano. Aspetto solo il bacio del mio Principe quando torna da lavorare, che mi riporta il colore sulle guance proprio come Biancaneve. Perché in quei giorni in cui tutto va storto mi sembra di essere vittima di un incantesimo, di aver mangiato la mela avvelenata.

jump-kids-002

jump-kids-003

Le volte che come mamma non mi sopporto un po’ mi vergogno perché mi sento inetta a far da genitore, mi sento egoista e disattenta. Nel profondo del mio cuore, anche se so che sono scemenze, ho paura di ferire i miei figli in modo irreparabile con la mia scontrosità, con il mio umore nero. I pensieri vanno da sé e dipingono i mie due pargoli sotto forma di adolescenti travagliati che mi dicono che mi odiano e spengono le sigarette sul divano buono, a lasciare imperitura traccia delle ferite lasciate nel loro innocente animo quando credevo che fossero troppo piccoli per capire.

Nei giorni in cui tutto va bene, i miei figli, spugne emotive, percependo la mia serenità d’animo sono praticamente dei santi. Nei giorni in cui arriva la bolletta del gas, che è sempre troppo alta per le nostre tasche, invece, i miei figli mi sembrano posseduti dal demonio, mi sembra che piangano di continuo, che urlino troppo, che si muovano senza requie e persino che non mangino intenzionalmente, per ferirmi.

In realtà poi il punto è che loro sono sempre loro. Santi quasi mai, in fin dei conti, indemoniati quasi sempre, anche nei giorni in cui tutto va bene. Sono bambini che crescono ed esplorano e scoprono e si entusiasmano e si disperano e si stancano e fanno errori, in queste meravigliose montagne russe che sono la vita. Il modo in cui io li vedo, in cui io accolgo e accompagno il loro essere semplicemente bambini, è specchio del mio stato d’animo e della mia (in)capacità di trovare maggiore equilibrio in questa vita che, col tempo che passa, trova sempre qualche difficoltà in più.

Perché in fondo, egoisticamente, la cosa per la quale più di ogni altra ringrazio di aver scelto – contrariamente alle mie aspettative – di diventare madre è che grazie ai miei figli sono cresciuta ancora un po’. Prima di loro c’è stato l’uomo con cui ho scelto di condividere la vita, c’è stata la cura del nostro rapporto e del nostro amore che ha richiesto grande attenzione, che mi ha insegnato a scegliere il meglio per me anche quando fa fatica, e il meglio per me era stare con lui, vicina vicina.

Poi sono arrivati i figli e loro hanno messo alla prova i miei nervi come nessuno mai e, incredibilmente, proprio in quei giorni in cui non li sopporto mi hanno costretta a guardarmi dentro, a tentare di vedere il mondo insieme a loro e ricominciare da capo a godere della vita, dell’universo che ci circonda.

Ho capito che crescere è un po’ faticoso per tutti e che soprattutto non si finisce mai. La fortuna è avere dei buoni compagni con cui farlo e quei giorni in cui proprio mi incasino spero che loro siano in una buona giornata e siano indulgenti nei confronti di questa povera mamma un po’ emotiva. Lo spero, perché se poi invece non lo sono e da grandi mi spengono le cicche sul divano buono sono cavoli amari, perché coi tempi che corrono vallo a pagare il tappezziere!!!

 

Irene
Author

2 Comments

  1. Non avrei trovato parole migliori cara Irene per esprimere come anch’io mi senta così a volte…e mi detesto guardandomi dall’esterno e ripensando a quei giorni di buio emotivo e intellettivo. Pure io mi chiedo se quei momenti rovinino ciò che invece ho precedentemente costruito con tanto amore e pazienza…ma poi mi ricordo che i miei bimbi a volte pestiferi sono capaci di amore immenso e intelligenza luminosa e coltivo la speranza che da adolescenti al massimo prenderanno un pochino in giro la loro mamma emotivamente instabile fino a che non saranno a loro volta genitori. ..e allora sarò io a sorridere, proprio come ora di tanto in tanto fa mia madre ascoltando i miei sfoghi.

    • Irene
      Irene Reply

      Mi ricordo che la mia mamma mi diceva la stessa cosa. Mi diceva di rammaricarsi perché non sempre era stata la mamma che voleva essere. E invece per me è stata la mamma migliore del mondo. 🙂 🙂 🙂

Write A Comment