Avete mai pensato di far parte di un GAS, un Gruppo di Acquisto Solidale?

Lo sapevate che si può fare la spesa e allo stesso tempo divertirsi, risparmiare, aiutare le piccole imprese, mangiare sano e evitare un bel po’ di inquinamento? Ecco, un GAS è questo e molto altro!

 

biocolombini-gas-bn

Cosa; un GAS??? Questa è la domanda che feci una sera di qualche anno fa, quando al bar del mio quartiere incrociai per la prima volta un corposo gruppo di persone mai visto prima. Stavano andando a riunirsi nella saletta di solito adibita al gioco delle carte. La loro particolarità era che non giocavano a carte. Portavano invece cassette di frutta e verdura, sacchi di fagioli, taniche d’olio, pacchi di biscotti, formaggi e varie altre delizie. Erano – seppi da un amico che li seguiva con confezioni da 12 di passata di pomodoro – tutti membri del GAS della zona di Firenze in cui viviamo e che si riunivano un martedì si e uno no in quella saletta per fare acquisti tutti insieme.

Ci misi del tempo ma poi decisi di partecipare ad una riunione e vedere un po’ che aria tirava. Entrai alle 21 e tornai a casa alle 23, dopo aver bevuto un caffè d’orzo, assaggiato delle birre artigianali di un birrificio fiorentino, incontrato una simpatica pastora produttrice di ricotte e caciotte e scoperto che la farina la si può congelare. Il gruppo era composto da una ventina di frequentatori fissi più un’altra quindicina di iscritti che però alle riunioni si presentavano più raramente e principalmente partecipavano agli ordini tramite la mailing list. Alla riunione c’era un bel po’ di gente ganza e variegata. Da quel giorno in poi non ho mai più smesso. Ci sono momenti in cui partecipo in maniera più attiva, altri in cui più che fare ordini e ritirare non posso. Ciononostante il GAS è al momento il mio punto di riferimento fondamentale per la spesa e a mio parere ha cambiato in meglio il rapporto di tutta la famiglia col cibo e con l’economia.

MA COSA È UN GAS?

Un GAS è un Gruppo di Acquisto Solidale, composto da un numero variabile di persone che si riuniscono periodicamente (e fanno parte di una stessa mailing list) per fare acquisti di generi alimentari e non solo secondo una logica di:

  • solidarietà verso le produzioni locali e indipendenti
  • l’agricoltura biologica o biodinamica
  • una distribuzione locale e con meno imballaggi possibile
  • un modello di sviluppo più equo
  • stili di vita più sostenibili 

Io sono entrata nel meccanismo del GAS pian piano. All’inizio compravo poche cose, poi nel tempo ci ho preso la mano e adesso vado al supermercato solo per le grandi emergenze e raramente mai più di una volta al mese. Devo ammettere che anche se lo scopo non è di per sé il risparmio noi risparmiamo molto anche considerando che male che vada abbiamo la possibilità di acquistare prodotti di grande qualità, quasi sempre biologici o biodinamici, allo stesso prezzo che spenderei per i prodotti di qualità un po’ migliore (ma non biologici) del supermercato. Mica poco, no?

Far parte di un GAS da anche la possibilità di conoscere gente interessante con le quale è bello ritrovarsi e stare insieme per qualche ora. L’impegno che richiede alla fine non è superiore alla settimanale visita al supermercato ed è di sicuro meno triste che infilarsi dentro un casermone illuminato al neon dove tutto quello che si compra deve essere infilato, quando non lo è già, in una busta di plastica.

DAL PRODUTTORE AL CONSUMATORE

Ma come si sceglie cosa comprare? Normalmente il GAS viene a conoscenza di un’azienda interessante come fornitore di prodotti, in linea con i principi del gas e generalmente biologica i biodinamica (nel mio gas non ci fossilizziamo molto sulle certificazioni ufficiali, però…) e interessata a collaborare. Si procede dunque a visionare il listino speciale messo a disposizione dei GAS e valutare i minimi d’ordine. Se l’azienda è in zona spesso qualcuno del gruppo la va a visitare – con grande divertimento dei più piccini quando si vanno a visitare le aziende con gli animali – e poi se l’azienda ci convince si fa un ordine di prova. Quando le cose funzionano, come gruppo possiamo ufficiosamente garantire acquisti periodici di quantitativi piuttosto grossi, non abbiamo bisogno di imballaggi particolari e spesso li restituiamo all’ordine successivo. In virtù di tutto ciò si riceve uno sconto che ci permette di acquistare a prezzi che alla fine sono veramente convenienti sia per noi che per l’azienda.

Cito dal sito di economia solidale:

“I Gas non sono gruppi che si fanno forza della loro domanda organizzata per tirare sul prezzo e strappare condizioni vantaggiose sulla pelle dei produttori. I Gas insieme ai produttori cercano le condizioni (prodotti, quantità, consegne, imballaggi) migliori per entrambi e il prezzo giusto che riconosca degnamente il lavoro dei produttori e sia compatibile con le tasche dei consumatori.
La riduzione degli scarti, degli imballaggi, dei trasporti e del numero di passaggi porta normalmente ad un risparmio rispetto a prodotti di pari qualità acquistati in altri circuiti distributivi.

biocolombini_cassetta

QUALITÀ DEI PRODOTTI E MINORE IMPATTO AMBIENTALE

Far parte di un GAS significa fare una spesa consapevole, ponendosi sempre delle domande prima di un acquisto. Fare i conti con la stagionalità, con l’impatto ambientale del trasporto e degli imballaggi, con le specificità regionali dei prodotti e con le implicazioni in termini di salute e ambiente dell’agricoltura industriale e dell’uso di prodotti chimici potenzialmente dannosi. Si entra a far parte di un GAS in genere perché queste domande ce le siamo già poste e cerchiamo un’alternativa al supermercato praticabile e sostenibile. Durante le riunioni del GAS questi argomenti sono quasi sempre all’ordine del giorno e si beneficia delle informazioni che ciascun membro raccoglie e condivide. Allo stesso modo ci stimoliamo a vicenda verso l’autoproduzione di parte dei prodotti di consumo quotidiano (ad esempio il pane) e si impara sempre qualcosa di nuovo dagli altri, in maniera divertente e allegra.

SOSTEGNO AI POPOLI DEL SUD DEL MONDO

Oltre ai produttori locali, poi, i GAS si impegnano anche a sostenere progetti in paesi economicamente svantaggi per sostenere l’imprenditoria agricola dal basso e contribuire alla crescita di una alternativa economica solidale: prendo ad esempio il caso del caffè Tatawelo che prendiamo con un sistema di “prefinanziamento” che permette ai produttori di impegnarsi nella crescita della propria impresa potendo contare già da subito su una base economica sicura. Il caffè che paghiamo ci arriva circa 6 mesi dopo ed è buonissimo.

MA COME FUNZIONA UN GAS?

Generalmente ciascun “gasista” si prende cura di un ordine e segue la raccolta delle richieste e tutto quanto fino alla consegna e la distribuzione; il che è fichissimo perché è praticamente come comprare una sola cosa al mese, ad esempio. Io per esempio per un certo periodo andavo diverse volte la settimana nella città dove viveva mia mamma e dunque seguivo l’ordine della farina di grani antichi prodotta da un mulino da quelle parti. Raccoglievo gli ordini e poi una volta al mese, sulla via del ritorno mi fermavo a prendere i sacchi e li portavo alla riunione. Ecco fatto.

A favore della spesa solidale con i GAS c’è anche il fatto che generalmente le consegne avvengono la sera o il tardo pomeriggio dopo il lavoro e quando non si può proprio andare a prendere le proprie cose c’è sempre qualcuno che ti aiuta e te le porta. Io dopo che è nato Giovanni ho fatto un casino assurdo e mi son dimenticata almeno 2 ordini su 3; i miei compagni di GAS sono stati pazientissimi e mi hanno aiutato tantissimi, spesso anche portandomi i miei ordini direttamente a casa.

A mio parere fare la spesa al supermercato è uno sbattimento molto più grosso. Col GAS perdo in definitiva meno tempo, compro cose di qualità incomparabilmente superiore, spendo meno – non fosse altro che per quel sottile meccanismo di induzione all’acquisto compulsivo di roba inutile che scatta in automatico appena si sente il tintinnío delle casse (succede solo a me?) e che in questo caso invece non c’è – e incontro gente simpatica con cui fare due chiacchiere veloci a fine giornata.

UNA ESPERIENZA TUTTA ITALIANA!

I GAS sono poi una esperienza tutta italiana di cui andar veramente fieri. Ce ne sono tantissimi su tutto il territorio italiano e funzionano, aiutando tantissimi consumatori attenti a trovare quello che cercano e tantissime piccole aziende a farsi strada sul mercato senza dover cedere ai tranelli della GDO.

I Gas sono un’esperienza tipicamente italiana; il primo Gas si è costituito a Fidenza (PR) nel 1994. Negli altri paesi esistono altre esperienze di relazione diretta tra consumatori e produttori centrate sulla solidarietà, con diversi punti in comune e qualche differenza. Le esperienze più note sono denominate CSA (Community Supported Agriculture) nei paesi di lingua inglese e AMAP (Association pour le maintien d’une agriculture paysanne) nei paesi di lingua francese.

COME LO TROVO UN GAS?

Se avete voglia di provare ad entrare in contatto con un GAS, non c’è niente di più facile. Di GAS ce ne sono tantissimi e se siete di Firenze li trovate tutti segnalati qui, con le rispettive mail e quartieri di riferimento:

Se invece non siete di Firenze e cercate GAS in altre città o volete anche semplicemente saperne di più, andate qui (se nel menù in alto cliccate su RETE troverete tutte le informazioni per cercare il GAS a voi più vicino):

Esistono moltissime reti di GAS su tutto il territorio italiano. Se non trovate quello che state cercando tramite questi due link affidatevi al vostro motore di ricerca e vedrete che far parte di un gruppo di acquisto solidale è una pratica molto più comune di quello che avreste pensato!

LE FOTO DI QUESTO POST - BIO COLOMBINI agri-cultura biologica
Tutte le foto di questo post sono state gentilmente concesse dall’Azienda Agricola BIO-Colombini che si trova in provincia di Pisa e settimanalmente fornisce al nostro GAS frutta e verdura sfusa e in cassette miste, che aspettiamo trepidanti ogni venerdì!!! Bio Colombini mi piace anche per il suo impegno sociale che li vede ormai da oltre quindici anni impegnati in progetti a sostegno di persone socialmente svantaggiate, dalla disabilità motoria a quella psichiatrica, dalla criminalità alla tossicodipendenza. Se vi va andate a dare un’occhiata sul loro sito per saperne di più!

 

Irene
Author

Write A Comment