Una dei concetti più interessanti che ho trovato durante la lettura dei libri di Maria Montessori è quello relativo ai periodi sensitivi; paragonati ad “un faro acceso che illumina interiormente” ad “uno stato elettrico che da luogo a fenomeni attivi” i periodi sensitivi conducono il bambino alla scoperta e alla comprensione del mondo che lo circonda. I periodi sensitivi sono fondamentali e saperli riconoscere, sostenendoli, aiuta non solo il bambino ad orientarsi con sicurezza nel contesto ma anche il genitore a non sentirsi vittima di un complotto ordito alle sue spalle da un popolo alieno alto all’incirca 80 centimetri. Il periodo più incredibile, misterioso, difficile da comprendere per noi adulti – e tuttavia fondamentale per i nostri piccoli – è il periodo dell’ordine.

Il periodo dell’ordine è quello che, nello specifico, permette al bambino di cominciare a relazionarsi in maniera veramente attiva con il mondo, dando un’ordine alle cose, “catalogandole”, testandole e mettendole in relazione tra loro.

Siete dubbiosi, non ci avete capito niente? Comprensibile.

Vi farò qualche esempio pratico che vi chiarirà le idee. Avete presente, ad esempio, il periodo…

– dello svuotamento e ridisposizione (fuori e dentro) del contenuto di tutte le credenze?

– dello yougurt che deve essere servito tassativamente con cucchiaino e condimento a parte?

– o comunque del “c’è un solo modo di fare le cose” e se sbagli non ti perdonerò mai più?

– dell’attribuzione della ciotola verde alla mamma con conseguente crisi isterica quando qualcuno si è sbagliato e l’ha messa a tavola di fonte al babbo?

– del rifiuto del pisolino rovinato dall’errata consecutio temporum tra la lettura del libro N.1 e la lettura del libro N.2?

– del “ti aiuto a svuotare la lavastoviglie”, però poi la riempio di nuovo, e poi la svuoto ancora e poi… e poi… ?

– del prendo tutto il contenuto di questo cassetto, lo trasporto sul pavimento e poi faccio cambio col cassetto di sopra il cui contenuto però sarà sparso in fila indiana lungo tutto il corridoio?

– del prendo questo oggetto che è perfettamente strutturato, che se ne sta al suo posto, ordinato e felice e lo smonto, lo ridistribuisco nello spazio, lo sbriciolo su tutt’altre superfici e solo così mi sento molto meglio?

foto_ordineEcco, tanto per fare degli esempio, in tutti questi casi i nostri pargoli non ce l’hanno con noi, non vogliono rendere la nostra vita e la nostra casa un tempio votivo in onore del dio Caos.

No, poveri gli amori nostri. Stanno confrontandosi con il mondo, con le cose, sperimentano per capire e la rigidità dell’ordine, dell’archiviazione, della catalogazione aiuta la comprensione. Soltanto dopo giungeranno alla malleabilità della creazione, della modalità nuova, della forma imprevista.

Quindi, ovviamente, ciò che la cara Maria voleva dirci – e in questi casi la immagino sempre seduta su una sedia che mi guarda con un sorriso bonario ma un po’ beffardo – è di soprassedere al nostro adulto senso dell’ordine, di lasciarci trascinare nella meraviglia della scoperta insieme ai nostri bambini. Ed è una grande consiglio, uno dei migliori, forse il migliore che abbia ricevuto da quando sono diventata mamma.

Il punto però, che ci volete fare, è sempre quello: e poi chi rimette a posto?

ordine_001

 

 

ordine_004

ordine_005

ordine_006

 

Irene
Author

Write A Comment