Qualsiasi guida abbiate tra le mani vi consiglierà una passeggiata a Prenzlauer Berg, uno dei quartieri più vivaci di Berlino. Zona popolata quasi esclusivamente dai mulini a vento fino alla metà del 1800, iniziò il suo sviluppo edilizio con i famosi Mietkasermen i palazzoni progettati per rispondere alla crescente popolazione operaia in costante aumento grazie allo sviluppo industriale della zona. A differenza del resto della città Prenzlauer Berg uscì quasi intatto dalle devastazioni della seconda guerra mondiale e venne assegnato alla parte orientale di Berlino. La DDR lasciò però il quartiere in uno stato di quasi totale abbandono, rendendolo rifugio perfetto per tutti i dissidenti, artisti, musicisti (perlopiù punk) critici nei confronti del sistema. Dopo il crollo del muro i bei palazzoni ottocenteschi e le vecchie fabbriche sono state restaurate e il quartiere ha subito la sua ennesima trasformazione; da covo di alternativi oggi Prenzlauer Berg è in fin dei conti un quartiere popolato da gente creativa e soprattutto benestante. Il diffuso benessere ha sicuramente incoraggiato un incremento demografico da record mondiale; bambini ovunque, di tutte le età, accompagnati da padri e madri fighissimi sono decisamente il segno distintivo di questo quartiere.

Prenzlauer Berg è il posto ideale per una passeggiata domenicale tra un currywurst, un caffè in uno dei molti bar carini della zona e un mercatino delle pulci (tipo al Mauerpark, QUI). Per chi ha bambini l’effetto “Oooooh!” dei parchetti di Prenzlauer Berg su noi poveri sprovveduti italiani, varrebbe già la visita, per non parlare poi di tutti i centri culturali più o meno alternativi – interessante per la sua storia e incredibile per la sua longevità è il k77, isola dissidente al centro della modaiola Kastanienallee – che si trovano ad ogni piè sospinto; dai collettivi alle vecchie fabbriche di birra riconvertite in centri polifunzionali, fino a parchi gioco autogestiti per soli bambini come il Kolle37, una sorta di “isola che non c’è” dal look un po’ punk (praticamente il posto dove vorrei vivere!). Il Kolle37 è un sogno per i bambini dove andare ad imparare tutte quelle cose che in città generalmente non si possono fare: costruire case sugli alberi, fare fuochi, intagliare il legno, occuparsi delle api e raccogliere il miele… Se Giorgina fosse stata nella giusta fascia d’età ce l’avrei lasciata per andarmi a rilassare con una birretta pochi metri più giù! Gli adulti ammessi all’interno del Kolle37, infatti, sarebbero solo gli educatori; se i genitori vogliono restare devono promettere solennemente di stare in disparte e non interferire in alcun modo con le attività. Meraviglioso, no?

Quando farete il vostro giro a Prenzlauer Berg, cercate di organizzarvi per essere nel quartiere all’ora di pranzo e mangiatevi un CurryWurst da Konnopke Imbiss, il chiosco che pare abbia inventato negli anni ’40 quello che è oggi è il piatto simbolo della città.

Per chi viaggia con bambini Prenzlauer Berg è il quartiere giusto per cercarsi un’appartamento su Airbnb. I prezzi sono leggermente più alti del resto della città ma in compenso quasi tutte le case più grandi sono attrezzate per i bambini; seggioloni, lettini, fasciatoi, troverete tutto quello che vi serve.

Berlino è una città che accompagna le lunghe passeggiate con stimoli continui; non è una città neutra, è una città che ti fa venire voglia di parlare di lei, di stare lì ore a discutere delle sensazioni che ti provoca. O almeno questo è quello che è successo a noi.

Prenzlauer Berg ad esempio mi è rimasto un po’ ancora lì da digerire. Non so perché a dire il vero, fatto sta che un acquazzone ci colse e fummo costretti a tornarcene a casa visto che di ombrelli non ne avevamo e così non ci ho pensato più.

Quando la saggezza si manifesta sotto forma di cattivo equipaggiamento!

Irene
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