In questa famiglia potreste definirci “foodie”, per usare un neologismo ancora drammaticamente in voga, anche se in realtà noi ci definiremmo semplicemente “gente che ama mangiare bene” ed è per questo che prima di ogni viaggio cerchiamo sempre di fare un po’ di ricerche per capire dove andare per trovare quello che ci piace. Ci piace il cibo curato, principalemente, quello fatto con amore e divertimento; ci piacciono quelli che cucinano per stare bene prima che per attrarre clienti perché siamo convinti che in tutto, cibo compreso, non ci sia niente di più convincente dell’amore. Detto ciò abbiamo anche una passione smodata per i mercatini, dove mangi un po’ qua un po’ là e magari trovi anche qualcosa di buono da portarti a casa; siamo ormai dei veri esperti del settore e il viaggio a Berlino è stata l’occasione per andare ad esplorare un mercato di cui seguivo la pagina Facebook da un po’ e che mi sembrava proprio adatto a noi: il Markthalle Neun nel quartiere di Kreuzberg.

Questo mercato coperto è il numero 9 di una serie di 14 mercati che vennero costruiti durante il XIX secolo per risolvere i problemi igienici e logistici dei mercati all’aperto; gran parte di questi furono distrutti durante la seconda guerra mondiale mentre gli altri furono trasformati in Konsum o supermarket ai tempi della Berlino divisa. Il Markthalle Neun si salvò miracolosamente sia dalla guerra che dalla grande distribuzione organizzata rimanendo abbandonato finché un gruppo di giovani imprenditori con la passione per il cibo non hanno deciso di riportarlo alla vita nel 2011. Quella di Markthalle Neun è dunque una bella storia di recupero dal basso nonché una storia di successo per un mercato che oggi sembra essere un punto di riferimento per chi a Berlino cerca qualcosa di particolare ma fatto come si deve. È bello perché è pieno di umanità, è variopinto e contagioso. Qui tutto ha un suo carattere e trasmette passione e divertimento.

Il mercato ha un’anima slow-food, è un normale mercato il venerdì e il sabato mentre gli altri giorni sono dedicati allo street-food (il giovedì sera), al vino o alla colazione (la terza domenica del mese). Noi abbiamo beccato appunto la terza domenica del mese, il giorno dedicato alla colazione e, tra colazioni svedesi, colazioni coreane (una ciotola piena di tutto con la quale era possibile sfamare un piccolo esercito), tedesche, bavaresi, austriache, francesi e chi più ne ha più ne metta ci siamo regalati un pranzetto di quelli da ricordare. Tra le varie specialità vorrei mettere in evidenza il panino con pancetta + maiale affumicato + uovo in camicia + salsa-barbecue-home-made mangiato dentro il mercato da questi simpatici tipi qui di Big Stuff Smoked BBQ, che rimarrà per sempre nella classifica dei panini più gustosi mai mangiati. A dire il vero non era proprio una colazione e di sicuro non era tedesca; trattasi invece di barbecue alla maniera del Sud degli Stati Uniti però – a quanto ho sentito dire – fatto da degli italiani che hanno vissuto a New York. Un bel melting-pot che ha prodotto risultati estremamente convincenti, non c’è che dire!!!

Per il resto non c’è che provare, azzardando qualsiasi cosa perché è buono tutto! Il banco che fa le polpettine. Ooooh, le polpettine! E il gelato, e il caffè e… oooh… le torte vendute là dove solitamente c’è una macelleria… Viene l’acquolina in bocca a ripensarci. Andate a vedere QUI l’incredibile offerta di cose gustose che potete trovare; è tutto scritto in tedesco ma non avrete problemi a capire di che cosa stanno parlando. L’unico consiglio è non arrivare troppo tardi, che ad un certo punto la situazione si fa affollata; meglio essere lì prima dell’arrivo di quelli in hangover… se avete nanetti al seguito. Altrimenti se non avete figli, fate come vi pare, tanto chi vi rincorre a voi! Mannaggia…

La cosa che però mi preme sottolineare è che, bel lungi dall’essere un mercato “per famiglie” e pur essendo, anzi, frequentato da un pubblico misto tra cui moltissimi giovani-giovanissimi, il mercato accoglie un’area gioco per bambini attrezzata con giochi in legno stupendi di impronta montessoriana e nella zona dei bagni ha una stanza con fasciatoio chiusa a chiave e aperta solo all’occorrenza, attrezzata con un fasciatoio sovrastato da una giostrina e rallegrato da un grande sticker a forma di zebra sulla parete, mentre accanto al lavandino si trovano saponi bio, senza petrolati e fragrance-free sicuri per i bambini. Quando ho timidamente chiesto un piano d’appoggio per cambiare la bambina e mi hanno aperto questa stanza bellissima, scusandosi anche per il disordine mi sono commossa per davvero.

Insomma, se vi capita di passare in zona io vi consiglio di fermarvi. Soprattutto se avete pargoli al seguito! Voi mangiate bene, loro possono giocare e se i nanetti, dopo il lauto pasto, fanno “quella grossa” potete cambiarli in tutta comodità. Cosa volete di più?

Irene
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2 Comments

  1. che bello leggere il tuo racconto. Fai venire voglia di partire al volo con pargoletta al seguito!!

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