Visto che ho ricevuto un discreto numero di e-mail che mi chiedevano consigli e suggerimenti sulla base della nostra esperienza con il lettino montessoriano, ho pensato e ripensato a come scrivere un post sull’argomento senza fare la parte della maestrina e tenendo il più possibile alla larga il troll del cinismo che sta sempre seduto sulla mia spalla. Non essendo io un’esperta della faccenda ho pensato che la cosa migliore fosse una sorta di breve intervista a me stessa che renda conto delle domande che mi sono state poste nelle varie e-mail e allo stesso tempo della non universalità di quello che dirò – che si basa comunque su un’esperienza personale e non professionale – tentando di esser d’aiuto a chi volesse tentare di percorrere la nostra stessa strada.

Dunque, ready-set-go.

D: QUANDO E PERCHÉ AVETE SCELTO DI NON FAR DORMIRE GIORGINA NEL LETTO CON LE SBARRE E AVETE PREFERITO UN LETTINO MONTESSORIANO?

R: quando è arrivato il momento di passare dalla culla al lettino in camera sua, Giorgina è stata messa in un normale lettino con le sbarre. Un lettino bellissimo, non c’è che dire; un lettino che noi stessi avevamo scelto e che ci era stato regalato dai miei zii paterni. Non senza un leggero senso di colpa nei confronti degli zii, però, abbiamo capito fin da subito che la faccenda lettino non faceva esattamente al caso nostro. Premesso che Giorgina non ha mai dormito nel lettone con noi e ha sempre dormito serenamente nella sua culla prima in camera nostra e poi nella sua, quando è arrivato il momento di passare al lettino, per sopraggiunti limiti di peso e altezza, si sono aperte le porte dell’inferno. In parole povere se l’avessimo poggiata su un letto di spine credo che avrebbe urlato di meno. Ogni volta che la mettevamo giù sembrava che le stessimo staccando un braccio. Una tortura. Lei si addomentava gonfia di latte e poi, nell’esatto momento in cui la mettevamo giù, iniziava la dura lotta per tenerla dentro quel cavolo di letto. Sono stati momenti duri, amici, ve lo confesso. Quando alla sera arrivava il momento della nanna era un fuggi fuggi generale. Crishto. Avrei preferito declamare La pioggia nel pineto a testa in giù nella neve piuttosto che prestarmi a quell’ultima poppata. Fortunatamente però la parte secchiona di me, quella che se non ha un libro da sottolineare non è contenta, stava dedicandosi alla lettura di tutta la produzione di Maria Montessori e derivati in lingua inglese e francese, e dunque l’idea di tentare il letto a terra senza sbarre è venuta spontanea. L’ho proposto al Barbapapà che, un po’ anarchico dentro com’è, ha accettato l’idea con entusiasmo. Giorgina aveva sei mesi e stava cominciando a gattonare.

D: COME AVETE FATTO IL LETTO MONTESSORIANO?

R: avremmo potuto comprarne uno, di quelli molto fighi che si trovano in giro adesso, e forse se avessimo avuto i soldi chissà… ci saremmo lasciati tentare. In realtà, visto che inizialmente non eravamo affatto sicuri della riuscita dell’esperimento, abbiamo preferito stendere a terra due materassi singoli presi dai letti per gli ospiti e abbiamo creato una sorta di lettone-playground sul quale dormire, coccolarsi e fare pratica di gattonamento. Comodissimo. Niente più traumi da spostamento nel lettino dopo la poppata, poppata comoda e, vista la grandezza del letto, rischio rotolamento fuori pari a zero. Intorno ai dieci mesi il letto da matrimoniale si è trasformato in una piazza sola. Giorgina si addormenta prendendo un po’ di latte di riso ma ormai tiene il biberon da sola e noi stiamo semplicemente seduti a fianco del letto. Ogni tanto pensiamo a come affrancarsi dal materasso nudo e crudo poggiato sul tappeto e progettiamo strutture, reti, fantasiose alternative al letto tradizionale; al momento niente di fatto e, fortunatamente, non sembra che la piccola abbia da ridire.

D: MA IL LETTINO SENZA SBARRE NON È PERICOLOSO?

R: no, a patto che la stanza sia stata messa in sicurezza. Spine coperte, mobili bassi e oggetti il più possibile in vista, facili da prendere e da rimettere a posto. Per eliminare le sbarre dobbiamo guardare la stanza con gli occhi di un bambino e saperne individuare le esigenze e anche le curiosità. Nel frattempo è bene aiutare i nostri figli a farsi strada in casa, imparando a conoscere, esplorare ed utilizzare tutto ciò che fa parte del nostro mondo.

D: E SE ROTOLA GIÙ?

R: rotolerà giù di sicuro e un bel po’ di volte. Il bello è che non si farà male perché voi avrete provveduto a posizionare il letto (o il materasso) su un bel tappeto morbido. Dopo un po’ di volte imparerà a prendere le misure con il vuoto. Non sottovalutate le capacità di un bambino. Se continua a rotolare e voi non vi volete svegliare troppe volte potete mettere un cuscino al lato del letto, come abbiamo fatto noi, sufficientemente comodo per schiacciarci sopra un pisolino dopo essersi rotolato.

D: COME SI ADDORMENTA UN BIMBO CHE NON VUOLE DORMIRE IN UN LETTO DA CUI PUÒ “FUGGIRE” A SUO PIACIMENTO?

R: ecco questa è la domanda migliore. Se avete intenzione di applicare metodi tipo Estivill allora il letto montessoriano non fa per voi. Qualche volta, quando far addormentare Giorgina sembrava un incontro di wrestling, anche noi abbiamo tentennato e abbiamo valutato seriamente l’ipotesi di tornare alle sbarre in modo tale da poterla lasciare lì a riflettere da sola sul tempo che ci stava togliendo mentre faceva le bizze invece di addormentarsi come ogni “brava bambina”. Abbiamo avuto la tentazione ma non l’abbiamo seguita e in cambio adesso abbiamo una bambina che sembra stare sviluppando un rapporto sereno e positivo con la nanna; al momento Giorgina sembra effettivamente essere in grado di riconoscere la sua stanchezza e, sempre più spesso, quando sente di voler dormire ci prende per mano e ci porta in camera, si sdraia sul letto e ci guarda come per dire “io sono pronta, qualcuno mi aiuta a dormire?”. Chiaramente ha ancora bisogno di un po’ di compagnia per addormentarsi, non sempre accetta la stanchezza come un dato di fatto e tira spesso la corda fino allo sfinimento (suo); in genere, però, la procedura scorre via piacevolmente e quando non funziona significa che non era ancora il momento di dormire.

Il fatto è che siamo portati a credere che i “bravi bambini” debbano seguire il nostro programma ma la realtà è che questa è un’aspettativa che non trova quasi mai un riscontro nella realtà, prova ne è la fatica – pratica e psicologica – imposta da un metodo come quello, molto famoso, proposto da Estivill. Il trucco potrebbe essere cercare di trovare una sinergia, aiutare i nostri piccoli ad ambientarsi in un universo  nuovo e non privo di difficoltà. Aiutarli a capire il mondo, a gestire il proprio spazio, aiuta loro e noi e ci rende tutti più sereni. È faticoso comunque, ma aprire un dialogo anziché imporre una volontà univoca ripaga cento volte di più. Durerà, non durerà? È una domanda che non ci stiamo ponendo. Le fasi della vita di un bambino sono molto più rapide delle nostre; quello che è una certezza oggi non lo è più domani e l’unica cosa che noi genitori, a mio parere, possiamo fare è cercare di stare al passo, non opponendosi alla natura che va avanti ma cercando di aiutare noi e i nostri figli a percorrere meglio questo cammino insieme.

D: E QUANDO SI SVEGLIA? NON È CHE LA NOTTE O AL MATTINO SE NE VA IN GIRO PER CASA?

R: il rischio c’è e qualche volta succede davvero! La cosa importante è che la casa sia stata messa in sicurezza e, comunque, nove volte su dieci vostro figlio cercherà voi al risveglio e dunque non se ne starà in giro per casa a cercare negli stipetti varichina da tracannare alla boccia. In ogni caso: spine coperte, medicine, detersivi, coltelli e oggetti pericolosi non alla portata dei bimbi. Sempre. Noi non siamo bravissimi in questo ma ci stiamo attrezzando!

D: E LA CAMERA? COME AVETE ORGANIZZATO IL RESTO DELLA CAMERA?

R: la cameretta di Giorgina è piuttosto semplice e, anche se non in maniera ortodossa, abbiamo cercato di renderla il più montessoriana possibile arrendandola secondo principi di semplicità, luminosità, praticità e qualità estetica. I mobili sono basic e poco costosi in virtù del fatto che la camera crescerà secondo i suoi bisogni. Non ci sono cassetti sui quali avrebbe potuto arrampicarsi per esplorare il cassetto superiore; il fasciatoio è appoggiato su un mobile di legno con sportelli che può essere facilmente aperto ed esplorato senza pericoli. A terra due bei tappeti morbidi e  dai colori non troppo chiassosi per non creare distrazioni inutili. Fino a poco tempo fa non c’erano mobili oltre al mobile del fasciatoio e al materasso; recentemente abbiamo aggiunto dei bassissimi scaffali – che in realtà sono comodini Ikea resistenti ma supereconomici – sui quali a rotazione posizioniamo i giochi di Giorgina. Al momento li sto ruotando settimanalmente e questa settimana abbiamo messo un vassoio dei suoni – con dentro le bottigliette sonore, delle maracas e la gabbietta con la campanella -, due secchielli per fare svuota e riempi con dentro i minibirilli che le piacciono tanto, il saltasù e i cubi per fare la torre. A terra ci sono la pista con le sfere e la palestrina di legno. Su un fianco del mobile su cui si trova il fasciatoio abbiamo messo uno specchio e un piccolo comodino con sopra il necessario per la toletta: un pettine, una spazzola, uno spazzolino da denti e un piccolo bicchiere.

La camera è ancora un work-in-progress e presto ci occuperemo anche di cosa appendere alle pareti. Per adesso restano molti dei quadri che c’erano prima, non male ma un po’ scuri. Recentemente, però, ho sostituito un quadro piuttosto brutto con uno molto colorato e grande; mai e poi mai avrei creduto che una bambina così piccola avrebbe apprezzato così tanto. A dire il vero credevo che non se ne sarebbe proprio accorta e invece – a dimostrazione che non dobbiamo mai sottovalutare i nostri figli – lei ha continuato ad andare avanti e indietro dalla camera gridando “WOOOOW”, per oltre mezz’ora, portando tutti a vedere il “suo” nuovo quadro; ogni tanto si sedeva in riflessione per poi scoppiare a ridere di gioia. Forse un giorno dovrei dire all’artista autore del quadro della straordinaria accoglienza ricevuta, chissà se apprezzerebbe!

D: SINCERAMENTE, LO CONSIGLIERESTI AD ALTRI?

R: sì, senza alcun dubbio. È economico (volendo), è bello ed è più naturale e comodo anche per la mamma quando deve allattare. Inoltre lo sforzo richiesto per preparare una camera adatta al letto montessoriano è uno sforzo non insignificante che richiede di mettersi all’altezza dei nostri figli, di vedere con i loro occhi e non con i nostri, di rinunciare ad inutili ammennicoli che piacciono solo a noi ma che loro non potrebbero apprezzare e anzi rappresenterebbero un pericolo. Scegliere una camera montessoriana significa iniziare un dialogo; l’efficacia non è garantita ma se si cerca l’efficacia garantita meglio cercare altrove.

Irene
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38 Comments

    • ahahahah! Dai!!! Tutto è difficile, tutto è facile, dipende da che parte si guarda (e dalla giornata) come per ogni altra cosa 😉 😉

  1. ed io che manco lo spaevo,che il materasso poggiato,su un tatami, che ho usato per la mia pampina, era montessiorano abbestia.. mi scopri cool. grazie ire 🙂

    • Daniele, te sei sempre stato cool. È ora che tu lo ammetta con te stesso 😛 😛 😛

  2. Ciao…!ho letto questo post mentre cercavo una soluzione al problema nanna!
    Anche la mia bimba non voleva saperne del lettino con le sbarre… sisvegliava aanche ogni ora… ma adesso,anche grazie a te,qui dormiamo di nuovo sonni tranquilli!
    Ora comincia a far freschetto e mi chiedevo come fai dormire la tua bimba in inverno?usi il sacco nanna?!

    • Ciao Marta! Sono contenta di esserti stata utile 🙂 Noi il sacco nanna lo abbiamo usato fino a che Giorgina non ha cominciato a gattonare, poi abbiamo smesso un po’ perché volevamo che lei fosse libera di muoversi un po’ perché cominciava a fare davvero caldo (lei è nata a Dicembre, perciò a Giugno non c’era praticamente più bisogno di alcuna copertura). Lo scorso inverno lei già camminava per cui il sacco nanna era improponibile, le avremmo impedito la cosa fondamentale connaturata al letto montessoriano: alzarsi e venire a cercarci quando voleva. Abbiamo perciò optato per pigiamini un po’ più pesanti (ne avevano di ottimi alla Benetton, di un pile morbidissimo!) e un piumino leggero dimensione una piazza. Le mettevamo il piumino addosso quando la mettevamo a nanna e durante la notte lei si scopriva quando aveva troppo caldo. Lei è abituata a non essere mai troppo vestita per cui non abbiamo avuto problemi. Quando ha avuto freddo e non riusciva a trovare la coperta ce lo ha fatto capire svegliandoci con un certo vigore 😉 😉

  3. Grazie mille….!
    Anche Linda ormai cammina e del sacco nanna non ne vuole più sapere…!seguirò il tuo consiglio e cercherò qualche bel pigiamino caldo caldo….io ho sempre paura che prenda freddo ma in effetti loro si sanno regolare…!ciao e grazie mille per i tuoi consigli….

  4. Ciao, piacere di conoscerti. Sono Mia, una futura prima mamma che da un paio di giorni ha scoperto il tuo blog. Complimenti! E’ coinvolgente, ironico e molto utile. In effetti mi ha rapita la tua esperienza diretta nell’applicazione del metodo Montessori al sonno. Ne ero (e sono) del tutto inesperta; strano a dirsi ma nell’attesa che i 9 mesi passino ho cercato di farli fruttare documentandomi su ogni cosa, a partire da Harvey Karp e finendo alla Hogg; ma mai mi è passato per la mente di leggere qualcosa degli insegnamenti e metodi Montessori, che vergogna. Sto cercando di colmare il vuoto; fortunatamente qui dove vivo ci sono alcuni volumi reperibili in biblioteca, sopratutto alcuni saggi di autori che ne analizzano il pensiero, più che qualcosa di effettivamente suo. Mi chiedevo se tu potessi suggerirmene qualcuno che ti sia stato particolarmente caro, anche in italiano non è un problema. Ti ringrazio molto,
    Mia

    • Irene
      Irene Reply

      Ciao, scusa se ci ho messo così tanto tempo a risponderti ma ho avuto un luglio un po’ affollato 😛 😛 Direi che al di là dei libri della Montessori, primi fra tutti Educare alla libertà e Il bambino in famiglia, un libro introduttivo facile e ben fatto è Montessori from the start che trovi anche in versione digitale. Comunque non credere che il lettino montssoriano faccia dormire i bimbi tutta la notte; non è quello il punto! Il fatto è che li rende autonomi e insegna loro a gestirsi la questione nanna come cosa che riguarda loro per primi e non come qualcosa di calato dall’alto (letteralmente, visto che nella culla vengono proprio calati dall’alto :P). Scrivimi pure, comunque, se vuoi sapere qualcosa in più. :*

      • Buondì Irene, grazie per i testi che mi hai suggerito; in effetti, cercando libri che mi illuminassero sulla genitorialità sono incappata nei manuali di “addestramento al sonno”. All’inizio della mia ricerca ero nell’incoscienza più totale: gravidanza e maternità erano grosse incognite; neppure immaginavo che molte delle angosce che affliggono in neo-genitori sono la deprivazione del sonno e il pianto e che avessero generato fiumi di testi in merito. Quelle letture male non mi hanno fatto, ma cercavo ancora qualcosa di più… profondo? Analitico? Insomma, cosciente.
        Grazie al tuo post sull’applicazione del metodo Montessori ho scoperto che ci sono metodi educativi attivi a partire dalla comprensione del bambino e dei suoi punti di vista, non solo manuali pratici alla “sopravvivenza”.
        Grazie ancora Irene, mi hai aperto un mondo!

        • Irene
          Irene Reply

          🙂 sono contenta di esserti stata utile 🙂 🙂

  5. Ciao,

    sono la mamma di una bimba di 11 mesi, allattata a richiesta (niente ciuccio ne biberon…li rifiuta).
    Per comodità e per un nostro desiderio (mio e del mio compagno) nostra figlia ha sempre dormito nel lettone con noi…come fare se no a allattarla ogni 2 ore ? Abbiamo tentato varie volte di farla dormire nel suo lettino in camera sua à partire da 8 mesi…ma nulla … Agata urla e piange (e puo farlo per mooooooolto tempo) si aggrappa alle sbarre e vuole uscire.
    Allora mi sono detta : ma come si puo aver voglia di dormire in una gabbia dove la mano della mamma deve passare tra le sbarre per le coccole???
    Io volevo un lettino montessori fin dall’inizio, ma ovviamente tutti mi hanno detto che queste sono eccentricità moderne..che un bimbo é al sicuro solo “dietro le sbarre”.
    Presa dalla disperazione e dalla sensazione che mia figlia cercava di farmi capire qualche cosa, qualche giorno fa, ho tolto le sbarre dal letto e ho messo un’altro materasso di fronte in modo che se rotola nel sonno rotola sul morbido !.
    Ebbene… ha dormito nel suo letto senza storie … subito !
    Un letto che non é piu ‘una prigione ma un luogo dove ci possiamo sedere entrambe a giocare dove se vuole pouo salire da sola o scendere da sola ( a gattoni) dove posso allattarla comodamente e dove si sente al sicuro !
    Penso che siamo sulla buona strada !
    PS nelle culture non occidentali i bimbi dormono a terra e non dentro dei lettini a sbarre o con protezioni ( culla a parte ovviamente).

    • Irene
      Irene Reply

      Esattamente!!! Sono perfettamente d’accordo con te. Mettici anche la brutta sensazione dell’esser calati dall’alto dentro una gabbia. Immagina di esser presa in braccio da un gigante e depositata in un posto dal quale non puoi uscire! Rilassarsi per dormire… una vera impresa!!! 😛

    • Ciao Cat, ho letto il tuo commento e vorrei chiederti come fai ad allattare (o come hai fatto, se l’allattamento è giunto al termine), visto che hai utilizzato anche tu il lettino Montessoriano. Cioè, tecnicamente, intendo. Ti sdrai anche tu a terra nel lettino? Perché io con la mia schiena non potrei mai… Pensare che questa cosa del letto senza sbarre mi sta incuriosendo seriamente (sono mamma di una bambina di tre anni e a giorni mamma bis di una seconda cucciolotta)! Grazie se vorrai rispondermi. Manuela

      • Irene
        Irene Reply

        Non ho capito se allatti ancora la bimba grande o no? Perché se non la allatti il problema schiena non dovrebbe sussistere, giusto? Che adesso potresti mettere lei nel letto a terra, prima che nasca il fratellino così da non sovraffollare la situazione dopo la nascita del piccolo e allo stesso tempo rendere la “grande” autonoma con sufficiente anticipo rispetto alla nascita per non mischiare due momenti emotivamente complessi. Io Giorgina l’ho messa nel letto a terra molto presto, a nemmeno 5 mesi, perché lei sembrava pronta, si svegliava solo una volta a notte e in quel caso la consolavo sdraiandomi con lei e si addormentava senza niente. Giovanni invece ha 13 mesi ed è ancora bel bello spaparanzato nel lettone; si sveglia un fantastilione di volte a notte e se ogni volta dovessi alzarmi per andare da lui farei prima a dormire a metà strada nel corridoio oppure direttamente nel suo letto… che sarebbe un po’ scemo, però, spostarlo dal lettone per andare io nel lettino con lui. Stiamo preparando la camera con il letto a terra anche per lui; per adesso ci fa i pisolini e comincerò a metterlo lì per la prima parte della notte. Attualmente prima di dormire fa una poppatina e poi lo metto a letto sveglio e lo aiuto ad addormentarsi senza poppa. Durante la notte, ovviamente, si attacca e basta. Ci vuole tempo per ogni cosa e ogni bimbo ha le sue peculiarità. L’importante è non forzare niente. E, a mio parere, il letto con le sbarre è una forzatura evidente… sennò non avrebbe le sbarre 😛 😛 😛 😛

  6. Ogni volta che leggo qualcosa che ha a che fare con la Montessori (o qualcosa di suo) piango. Piango perché mi rendo conto che troppo spesso noi genitori non ci proviamo nemmeno, a guardare il mondo con gli occhi di un bambino, e quando finalmente, grazie ale sue parole, ci provo…non riesco a non commuovermi.
    Grazie per questo post, è davvero interessante!

    • Irene
      Irene Reply

      Grazie a te! Comunque succede la stessa cosa che succede a te anche a me!!!! 😛 😛 Forse siamo solo delle pappemolle piagnone? 😛

  7. Ciao Irene! Anche io sono una mamma “inconsapevolmente” montessoriana, e ho vissuto più o meno la tua esperienza: passata la fase culla, Rémy proprio non voleva saperne di essere calato nel lettino; così abbiamo poggiato un materasso su una rete a doghe a gambe reclinabili, dove potevo allattarlo e giocare con lui. Il materasso era praticamente poggiato a terra senza esserlo; con mio marito abbiamo però dovuto optare da subito per il letto a una piazza, per mancanza di spazio. Abbiamo poi aggiunto due sponde basse per mettere il bambino in condizione di non rotolare giù dal letto e siamo andati avanti tranquilli fino adesso. Ora il gioco si fa duro: Rémy ha quasi 10 mesi, gattona, si alza in piedi e più volte l’ho trovato in piena notte aggrappato alle sponde del letto nel tentativo evidente (più ludico e curioso che di disperazione) di scavalcare, il tutto nonostante il sacco nanna, che mi sono resa conto stanotte, non può impedire al pupo di buttarsi e atterrare sul parquet. Con mio marito siamo quindi nella fase, che a quanto pare avete vissuto anche voi, in cui ci chiediamo se forse adesso quel lettino con le sbarre ci avrebbe semplificato la vita. Sono convinta a rimanere sulla strada percorsa, ma l’oggettiva mancanza di spazio della stanza mi preoccupa: la mia intenzione è di togliere le sponde, la rete (che comunque alza il materasso da terra di quei 5-7 cm) e posare direttamente il materasso a terra su un tappeto, ma lo spazio è poco, un tappeto come si vede impedirebbe l’apertura della porta e effettivamente ci sono nella stanza mobili alti e potenzialmente pericolosi. Del resto non saprei dove mettere ne i mobili ne le cose che questi contengono… insomma, spero di riuscire a risolvere il problema con la stessa semplicità con cui hai risolto tu senza dover ricorrere alla messa in pratica di qualche invenzione fantasiosa di mio marito 🙂 Nel frattempo mi auguro che sia una fase temporanea e che presto mio figlio sappia salire e scendere dal letto in sicurezza.

    • Irene
      Irene Reply

      Eh, lo so! Rendere la stanza “montessoriana” non è facile! Comunque sempre meglio il materasso a terra senza nessun tipo di sbarramento o rete. Se rotola giù, rotola e non cade. Se scavalca la sponda invece cade, non rotola. Considerala questa differenza!!! Perché se rotola si spaventa ma gran male non si fa, se invece scavalca e cade allora può farsi anche parecchio male!!! 😉 😉 Ora sto per passare anche il piccolo nel materasso a terra. Aggiorno il blog prestissimo!!!

  8. Cavolo Irene mi hai illuminato!!! Davvero una bellissima intervista ….anche noi siamo in procinto di fare il passaggio culla lettino….mi piacerebbe inteaprendere questa strada! Se avessi bisogno di info posso contattarti!…ps sono in opera di convincimento papi…magari hai qualche suggerimento

    • Irene
      Irene Reply

      Ero convintissima di averti risposto e invece mi ero evidentemente bevuta il cervello! Contattami pure, senza problemi! :*

  9. Fantastico!!ho un bimbo di 17 mesi che dorme tuttora nel lettone sulla tetta!visto che si comincia a star scomodi mi stavo scervellando su come farlo dormire nel suo lettino senza traumi o pianti…beh devo dire che come ho letto di questo metodo mi è venuta l ispirazione di legare il lettino singolo al nostro e mettere una spondina per la sicurezza!!vediamo come andrà ma sono molto soddisfatta per ora!se ci penso dico ma perché non ci sono arrivata da sola ma come si dice le cose più semplici sono le più geniali!!grazie

  10. Ciao irene! Mio figlio ha 2 anni e mezzo. Ha sempre dormito nel lettone e quando abbiamo iniziato a stare stretti ho trovato la soluzione di togliere una sbarra dalla culla e l’ho avvicinata al lettone e dorme tranquillo nel sul lettino(anche se ogni tanto ci fa visita! :D). A novembre arriverà la sorellina e non saprei proprio come organizzarmi! Visto che lei sará la piccolina voglio tenerla di fianco al letto nella sua carrozzina ma non saprei come posizionare mio figlio! Secondo te sarebbe una buona idea spostare il grande nella cameretta con il letto montessori? E se la prende male che si vede “cacciato” dalla nostra camera vedendo l’arrivo della sorellina? Accetto tutti i suggerimenti possibili!

    • Irene
      Irene Reply

      Ciao Margaret, dare suggerimenti in questi momenti particolarmente delicati è sempre rischioso, anche perché purtroppo e per fortuna i bimbi son tutti diversi e una soluzione valida universalmente non esiste! Io però ti direi di fare qualsiasi passaggio che preveda un cambiamento grosso adesso, molto prima che la “colpa” venga data alla sorellina. Adesso puoi cominciare a tentare una nuova soluzione notturna, incuriosendolo con la cameretta tutta sua, col lettino autogestito, con una nuova routine serale, evitando di sottolineare cose tipo “stai diventando grande” o “stai per diventare un fratellone” eccetera eccetera che a mio parere sarebbero poi il primo appiglio per un rapido ritorno al punto di partenza una volta arrivata la sorellina. Insomma, il mio suggerimento è: qualsiasi cosa tu decida di fare, fallo adesso! Adesso se lo sposti in cameretta puoi mettere un letto a terra (io consiglio di andare direttamente al letto singolo grande) e se la notte si sveglia puoi andare tu a consolarlo nel suo letto. Fallo adesso che ancora le dimensioni del pancione te lo permettono! Poi, niente toglie che se la piccola sta nella carrozzina, tu possa continuare a tenere lui nel side-bed. La situazione però potrebbe essere un po’ troppo affollata 😉 😉 Un abbraccio!!!

  11. Posso sapere che tipo di materasso hai comprato? Grazie Simona

    • Irene
      Irene Reply

      Ciao Simona! Per Giorgina inizialmente ho sovrapposto due materassini presi dalle brandine per gli ospiti. Questo per non superare l’altezza massima suggerita di 10 cm circa. Avrei potuto usare anche semplicemente il materasso del lettino a sbarre che non usavo ma ho optato per un materasso da grandi fin da subito così mi potevo stendere anche io durante i risvegli nel cuore della notte! Poi quando Giorgina aveva circa 1 anno e mezzo e ormai era abituata a dormire a terra e non c’erano più rischi che cadesse ho comprato un buon materasso singolo un po’ più alto e solido e una rete a doghe a cui ho tolto le zampe.Per Giovanni ho usato uno dei materassini degli ospiti sopra una rete a doghe a cui ho svitato le zampe. Comunque l’importante inizialmente è stare attenti all’altezza – che il rischio di cadere è connaturato a tutta la faccenda – e considerare che non c’è bisogno di chissà che finché i bimbi sono così leggeri! 😉

  12. Ciao Irene…pure io sto attraversando questa fase..in quanto il mio bambino di 18 mesi è da un mesetto e mezzo che prorio non ne vuole sapere di stare nel lettino con le sbarre.quindi ho levato tutto e ho messo momentaneamente il materasso x terra in attesa di scegliere una soluzione più consona. Devo dire che ha funzionato…dorme molto piu sereno!!!ora però il mio dubbio è se levare semplicemente le sbarre dal letto o comprarne uno o realizzarne uno proprio basso!mi puoi consigliare?grazie

    • Irene
      Irene Reply

      Ciao Cristina,non è facilissimo dare consigli perché a questo punto dipende dal gusto personale più che dalle esigenze del bimbo. Se lui dorme bene col materasso a terra, teoricamente la situazione è già “consona” (a patto di tenere pulito, altrimenti gli fai mangiar polvere mentre dorme :P) e potresti tranquillamente restare così finché non è grande a sufficienza – o non è sicuro a sufficienza – per passare ad un’altezza maggiore e poi al letto normale. Non leverei però semplicemente le sbarre del letto, perché di solito i lettini da bimbi sono piuttosto altini e non sarebbe consigliato oltrepassare un’altezza di circa 10/15 cm finché non è un po’ più grande o non sei sicura che non rotoli più giù dal letto. Un accorgimento importante è isolare il materasso dal pavimento in caso tu viva in una casa un po’ umida. Ad esempio, io che in casa ho tutto legno a terra inizialmente poggiai il materasso di Giorgina semplicemente a terra con un tappeto morbido a fianco in caso fosse rotolata giù. Poi quando ho visto che lei non rotolava più giù dal letto – verso i 18/20 mesi – ho acquistato una bella rete alla quale ho svitato le zampe e ci ho messo sopra il materasso; quando aveva più o meno 2 anni e mezzo ha voluto il letto alto e allora ho riavvitato le zampe. Adesso che c’è Giovanni l’ho rimessa di nuovo a terra per evitare che il fratellino si arrampicasse sul suo letto. Per Giovanni seguo lo stesso iter di Giorgina. Onestamente – con buona pace di chi produce lettini montessoriani – non ho mai sentito l’esigenza di comprarne uno. Il materasso con la rete – una bella rete con struttura in legno – senza le zampe mi sono sembrati perfetti e in più così ho potuto spendere un pochino di più e comprare un buon materasso singolo da grandi che mi durerà più a lungo e di cui sono pienamente soddisfatta. Tanto come dice mia nonna “nel grande ci sta il piccolo” quindi… Però se per l’arredamento della cameretta e il tuo gusto personale preferisci acquistarne uno on line ne trovi di molto carini. Dal lettino a casetta di Baboo Kids Design, a quello più semplice di Woodly, a quelli che puoi trovare dai produttori di arredamento per nidi e materne (hai mai fatto caso che i bimbi a scuola dormono in un lettino montessoriano e infatti dormono proprio bene?) tipo Gonzaga arredi o Borgione. Quello dipende da te! Comunque non preoccuparti troppo; il materasso a terra se non ti crea problemi estetici di sicuro per il momento non creerà altri problemi al piccolo!

      • funziona che non hai i caloriferi ma i pannelli sono sotto al pavimento e il caldo viene da li.
        in pieno inverno io devo togliere i tappeti con la gomma antiscivolo perché altrimenti, scaldandosi, si appiccica al parquet. di conseguenza mi viene da pensare che un materasso appoggiato a terra non sia per niente fresco.

        • Irene
          Irene Reply

          no, penso proprio che non sia nemmeno sano per un bimbo dormire sostanzialmente appicicato ad un calorifero. Penso che un rete dovresti metterla per forza, per isolare un pochino. Una volta messa una rete però – anche senza le zampe – dovresti essere a posto. Però non so che dire, ho zero esperienza con questo sistema di riscaldamento!

  13. Ciao Irene..ho letto tutto e anche i commenti.. ho un piccolo di 4 mesi e per ora dorme nel lettino attaccato a lettone..
    Ella sua futura camera per ora c’è armadio e cassettiera e fasciatoio, supponendo che posso spostarli ma dove tieni tu i vestiti? I pannolini? (Uso i lavabili e occupano molto spazio) cioè..rendendo la stanza montessoriana..come gestisci la quotidianità?
    Grazie della tua risposta

    • Irene
      Irene Reply

      Ciao Cristina. Allora. Innanzitutto prometto che presto farò un post con le foto della cameretta come è adesso. Poi vediamo se riesco comunque a risponderti. Quando avevo solo Giorgina e dunque quando la cameretta era quella delle foto mi ero organizzata così: il mobiletto Ivar che nelle foto è quello che di lato ha lo specchio quadrato dove si specchia Giorgina, lo usavo come armadio (e tuttora è così, solo che ne ho due, uno per Giorgi e uno per Giovanni), in modo tale che lei stessa si abituasse a rimettere le cose al loro posto e potesse avere libero accesso. Mi bastava (e mi basta) perché ho sempre comprato pochi vestiti 😛 Ci ho messo un bastone appendiabiti e due ceste per magliette e underwear. Il fasciatoio lo tenevo lì sopra e i pannolini – anche io lavabili – con tutti i vari accessori e la sacca per i pannolini sporchi, li avevo organizzati utilizzando la parete dietro l’armadietto e a fianco. Adesso invece la camera è più grande e gli Ivar sono due così come i materassi mentre il fasciatoio con tutti gli ammennicoli sono riuscita a sistemarlo nel bagno adattando una cassettiera Ikea. Devo dire, però, che per quanto riguarda i “possedimenti” dei piccoli cerco di restare sempre sul minimal e dunque non ho grande bisogno di armadi e cassettiere in più per adesso. Quando saranno più grandi e avranno più cose perché saranno più durature, aggiungerò mobili all’occorrenza 😉 Spero di esserti stata d’aiuto. Un abbraccio.

  14. Quanti entrando in camera di Giorgina ti hanno detto: “ma povera creatura non potete comprarle un letto?”
    A noi con V è successo centinaia di volte…

    Ne parlo qui —> goo.gl/FXGqJD

    Mi farebbe piacere sapere il tuo parere, se hai qualche dritta magari…

    • Irene
      Irene Reply

      ahahahah! No, devo ammettere che non ce lo ha mai detto nessuno! Devono aver avuto tutti paura della mia reazione!!!!

  15. Ciao! Ho due bimbe, Emma di 15 mesi e Sofia di 1 mese…viviamo in un appartamento di 50mq con una sola stanza da letto ed Emma fino a 3 settimane fa dormiva nel lettone con me ed il papà…poco prima che nascesse Sofia avevamo messo da un lato del letto la next2me per Sofia e dall’altro il lettino per Emma e per fortuna Emma, una volta nata Sofia e vedendola dormire nella culletta, ha deciso di dormire nel lettino! Solo che Sofia è una piccola scrofa e fa dei versi assurdi quando ha fame/mentre mangia/post che svegliavano Emma, quindi sono altrettante settimane che io e Sofia dormiamo sul divano in salone *la disperazione*
    FORTUNATAMENTE abbiamo trovato un appartamento più grande e fra un mese ci trasferiamo! Volevo quindi iniziare a pensare a come organizzare quella che poi diventerà la loro stanzetta…pensavo all’inizio di lasciare Emma nel lettino in camera nostra (col papà) e di andare io con Sofia nella cameretta, per non farla “traumatizzare” dal trasloco…però volevo già da subito mettere il materasso (ne ho uno matrimoniale francese comodissimo da poter utilizzare) per terra con un tappeto sotto così che magari lei piano piano si abitua all’idea…dopodiché una volta che decide di dormire lì da sola, io tornerei nel mio letto con Sofia nella next2me…scusa per il lungo commento!
    Qualsiasi consiglio è super ben accetto!!!!
    Grazie mille del tuo tempo 🙂

    • Irene
      Irene Reply

      Ciao! Ti dico la verità, non credo di poterti davvero consigliare perché qui la situazione esula parecchio dalla “meccanica” del lettino montessori e va a toccare ben altri tasti che riguardano solo voi e sui quali non penso sia giusto darti la mia opinione. Devi seguire il tuo cuore e gestire la transizione come più ritieni adatto per te, per le bimbe e per la tua famiglia. Io potrei dirti la soluzione che sceglieremmo noi ma non è assolutamente detto che sarebbe giusta anche per voi! Un abbraccio!

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