Abbiamo comprato a Giorgina quest’oggetto, quello che vedete nella foto qui sopra. Lei lo adora. Riesce a passare anche venti minuti (sappiatelo – oh voi che non avete ancora figli – venti minuti sono un’infinità, il corrispettivo di un’ora e mezzo della vitaprimadeifigli) a giocare solo con quello. Si, vabbè, certo per noi è incomprensibile, l’unica cosa che ti viene da pensare guardandolo è “che palle” o “ma a cosa serve?”, ma a lei piace da morire.
Vuole che tutti i pezzi del gioco restino vicino a lei, sempre, ed è grazie a lui che sta imparando a chinarsi adeguatamente quando sta in piedi; perché se un pezzetto cade deve essere prontamente recuperato e rimesso sul tavolo, pronto ad essere sbatacchiato ancora un po’ insieme a tutti gli altri. Ora, meraviglie del gioco a parte, la cosa che in questi giorni mi sta facendo lambiccare il cervello è il fatto che ogni sera, ogni santissima sera, quando vado a riordinare i pesi sulla tavoletta di legno, manca sempre il peso più piccolo. Lo cerco insistentemente e non lo trovo mai. Ogni sera quel cavolo di pezzetto di legno scompare.
La mattina Giorgina si sveglia, fa colazione, usciamo per un giretto, rientriamo a casa e lei si mette a giocare. Ad un certo punto compare il pezzetto di legno. Lì, nella sua manina, come apparso dal nulla o come se non se ne fosse mai andato. Eppure prima non c’era.
Io allora mi domando. Ma cos’è questa bambina, la sorella scomparsa di Harry Potter? Ma come cavolo fa? Ma dove lo mette quel pezzettino di legno, ogni sera prima di andare a dormire? Dove lo nasconde?
Veramente mi sto scorticando il cervello per capire come sia possibile.

Il punto è che questi affarini cicciottelli e traballanti ti stregano, ti ribaltano la vita in un attimo come per magia, appunto. Una – cioè io, per esempio – prima aveva l’istinto materno di una pulce agonizzante e poi si ritrova vergognosamente tutta scioglimenti e moine per la propria figlia che è la più simpatica, la più bella, la più profumata, la più tutto di tutto, ecco. C’è tutto un universo che esiste solo quando loro sono presenti e qualche volta, mentre dormono, ti verrebbe voglia di andarli a svegliare per rimettere in moto tutto. Ma poi lo sai che c’è bisogno di stare almeno un po’ nel mondo meno fatato degli adulti, per recuperare energia, per rimettere i piedi in terra, per fare le cose da grandi insomma. Ecco io penso che quel pezzettino di legno rappresenti proprio quel mondo magico che esiste quando Giorgina è sveglia e si nasconde quando lei non c’è. È la sua bacchettina magica. Piccola, tozza e cicciottella, proprio come lei.

Ciononostante, il giramento di palle resta, ogni sera quando metti in ordine e vedi quella postazione vuota e non ce la fai a non metterti a guardare sotto i divani, sotto i tappeti, nelle tasche dei pantaloncini, nei calzini, ovunque. Perché sotto sotto non riesci a non pensare: ecco, è perso per sempre, ora il gioco è rotto e niente tornerà più come prima. E ora lo so che voi maestrine che avete un numero spropositato di filgliuoli starete dicendo eh, cara mia, abituati, vedrai quante cose perderai, e allora io vi chiedo di tacere, perché io ancora me la voglio godere la confortante speranza di poterla rivendere un giorno, tutta questa roba. Dunque, dicevo, il giramento di palle resta ma con questa cosa della bacchettina magica… vero che sembra tutto più carino?  No? Lo so che no funziona. Però poi non dite che non ci ho provato.

Un’ultima cosa volevo dire, perché quando trovo qualcosa che mi piace ci tengo a condividere. I piccoli pesi in legno li ho comprati su un sito molto interessante che si chiama Didacticus, sul quale ho comprato anche il riccio in gabbia e la seggiolina piccola (quella su cui sta seduta Giorgina nelle foto) su cui i bimbi possono stare fin da subito, fin da quando riescono a stare seduti. È una seggiolina di ispirazione montessoriana che però è in sostanza quella che si trova in tutti gli asili nido. Didacticus produce – rigorosamente in Europa – e vende on line giochi in legno, dipinti a mano con colori ad acqua non tossici; un’azienda messa in piedi da una mamma, Adi, che, partendo dall’osservazione dei bisogni e delle abitudini di gioco di suo figlio, nato nel 2011, ha deciso di impegnarsi per creare qualcosa che contribuisse sia allo sviluppo dei bambini che al loro divertimento. Ho conosciuto Adi in un gruppo di mamme su Facebook e sono molto contenta degli acquisti che ho fatto. Soprattutto mi fa piacere appoggiare piccole imprese come la sua e spero che il suo progetto vada avanti portandole tantissime soddisfazioni. In un momento storico come quello che stiamo vivendo che non incoraggia il lavoro in alcun modo e che sta portando tutta la mia generazione verso una vecchiaia di miseria e un presente da depressione cronica, credo che sia importante sostenere chi ha coraggio, chi prova a fare qualcosa nonostante tutte le difficoltà.

Irene
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6 Comments

  1. Che bella la tua bimba!!
    Ma quanto ha? Sai, la mia bimba non starebbe mai a giocare così a lungo (forse un giorno sì, magari anche due ma non di più) con un giochino così. A lei piacciono i puzzle di legno, ma non ci gioca veramente. Prende due pezzi, di solito sempre gli stessi, uno in una mano e uno nell’altra e poi parte a camminare per casa avanti e indietro.

    • Grazie! Ha nove mesi! E comunque guarda che anche lei dopo che ha smontato tutto, ispezionato ogni peso e appurato che è sempre lo stesso del giorno prima soprattutto nel sapore, fatto cadere tutti i pezzi e rimessi sul tavolino li prende e se li porta in giro per casa. Ed è così che va a nascondere il pezzo più piccolo che sistematicamente va perduto!!! 🙂 In ogni caso dalle qualche giorno ancora e questo gioco la annoierà, come tutti!

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