C’è chi, come noi, alla notizia di un bambino in arrivo, viene immediatamente sopraffatto da importanti questioni pratiche. Per me i primi giorni sono stati tutto un: ma poi non dovrò mica stare sempre sempre a casa con lei? E come ci organizziamo per non costringermi a smettere di lavorare? E se Giorgina prende la camera degli ospiti, gli ospiti dove li mettiamo? E se poi gli ospiti non vogliono più venire? Ma l’asilo? Quanto ci costerà l’asilo? E una ragazza alla pari?

Ma soprattutto, da mamma ecologista e, perché no, anche un po’ attenta al centesimo, pensavo: e quanto ci costerà? E quanto consumerà? E quanto inquinerà? In una casa in cui si beve solo acqua del rubinetto, la verdura si compra al mercato o dal contadino del Gas, la maggior parte dei generi alimentari, pasta compresa, li acquistiamo sfusi, i detersivi son tutti ricaricabili, il pane lo facciamo spesso da soli con la pasta madre, da anni uso soltanto la coppetta mestruale e detergenti e cosmetici li prendiamo tutti eco-bio, diciamo che la questione dell’impatto economico e ambientale della piccola ci è sembrato un problema non da poco.

L’idea che questa new-entry potesse d’un botto annullare tutti i nostri sforzi ecologici e svuotare il nostro portafoglio – con il suo carico da 7/8 pannolini al giorno, equivalenti a migliaia di pannolini nell’arco di due o tre anni, centinaia e centinaia di euro e una tonnellata circa di rifiuti dalla permanenza prevista nell’ambiente di circa 500 anni – non ci piaceva affatto. Insomma, sembrava che Giorgina, ben prima di nascere – ben prima di essere Giorgina, quando ancora poteva essere Giovanni – stesse già inquinando molto più di quanto fosse per noi accettabile e così ci siamo messi a fare ricerca. La soluzione era una sola: pannolini lavabili.

Oggi sono passati due mesi esatti dalla nascita di Giorgina e sono stati due mesi in cui, al 90%, abbiamo usato pannolini lavabili, trovandoci bene, anzi benissimo, e felici sia per l’ambiente che per i soldini risparmiati. Per questo motivo, ho deciso di fare un post un po’ meno narrativo e più tecnico, dedicato a questa esperienza, sperando di convincere qualcun altro a provarci.

Ben prima che la pancia cominciasse a vedersi ero già quasi un’autorità in merito e avevo già diviso i preferiti del mio browser in cartelle divise per tipologia di pannolino e siti di vendita on-line in Italia, Francia, Inghilterra e Stai Uniti. Le teste di parenti e amici si inclinavano di lato e i loro volti si velavano di un sorriso beffardo che sottintendeva scarsa fiducia nella mia crociata. Visto quanto mi stava entusiasmando l’idea di diventare mamma nei primi tempi (e un po’ anche negli ultimi, a voler essere sincera), a posteriori, non li biasimo. Però avevano torto. Ah-ah. E adesso vi dico perché.

Premetto che io e il Barba-Papà non siamo oltranzisti ecologisti e, soprattutto, abbiamo una vita normale in cui la mattina ci si sveglia e si va a lavorare. Io lavoro da casa, è vero, ma lavoro e non ho il tempo di fare la bella lavanderina e, in più, non abbiamo nessuno che ci aiuti; niente nonni, niente zii, niente se non il preziosissimo aiuto della nostra migliore amica, donna coraggiosa che ancora ce la fa a dormire nella stanza degli ospiti senza porta!

Ma passiamo alla pratica.

Ho comprato, prima della nascita di Giorgina, due esemplari di ciascuna tipologia di lavabile che mi sembrava adatta a noi, li ho lavati per benino e ho aspettato che la cavia nascesse. La struttura inizialmente sperimentale del nostro approccio ai lavabili è stata secondo me vincente. I primi giorni con i nostri pannolini di stoffa sono stati emozionanti come un test di laboratorio, o almeno come credo che sia, e mi hanno fatto venire voglia di tornare indietro nel tempo, diventare brava nelle materie scientifiche, cambiare tutto il mio percorso scolastico ed extrascolastico e diventare una scienziata.

Avvertenze:

– di pannolini lavabili esistono molte tipologie ed è bene informarsi per decidere quale è la più adatta a noi, oppure provarne qualche tipo diverso nei primi giorni e poi decidere.

– i pannolini lavabili si lavano IN LAVATRICE, come tutto il resto della biancheria e dei vestiti e, soprattutto si possono lavare CON tutto il resto. Non ne posso più di sentire quelli che mi dicono: “eh, ma poi vanno lavati…”. Ma insomma, mica vi verrebbe mai in mente di dire: “oddio ma tu ti vesti? ma poi i vestiti vanno lavati!!!”. Inoltre devo dire che, generalmente, a me fa comodo avere i pannolini da lavare, così da far partire la lavatrice un po’ più piena, perché a forza di tutine mignon prima di riempire una lavatrice ci può volere anche un mese…

– i pannolini lavabili riducono le irritazioni ai culetti dei bambini e dunque anche l’esigenza di utilizzo di creme e cremine, spesso un po’ schifosette in quanto a composizione. È bene anche sapere che, con i pannolini lavabili non si possono utilizzare creme a base di zinco, nemmeno quella della Weleda, perché cerano i tessuti. Io utilizzo una pomata alla calendula fatta in casa da una mia amica in caso di irritazione ma va bene anche un po’ d’olio di iperico o una spruzzata di idrolato di lavanda. Tutte cose che costano molto meno di una pomata apposita.

Premesso che volevamo pannolini resistenti – cioè che non si dovessero cambiare ogni mezz’ora – e facili da usare – essendo noi universalmente noti per la nostra patologica pigrizia – questi sono i pannolini che ho comprato io, :

– tre pannolini “pocket” per iniziare (1 FuzziBunz, 1 Bumgenius 4.0 e 1 Rumparooz): sono i pannolini che, fra i lavabili, assomigliano di più agli usa e getta. Hanno una tasca (da cui il nome… pocket) all’interno, da riempire con uno o due inserti a seconda della pisciosità della bimba. Hanno una taglia unica che va bene per bambini dai 3.5 ai 15 chili. Giorgina è nata piccina e ho potuto cominciare a metterli solo dopo la terza settimana. Da quel momento uso soprattutto Bumgenius (ne ho comprati altri 9 a sconto su un sito francese che faceva un’offerta in periodo saldi, perché in Italia costano uno sproposito) che tengono benissimo sia pipì che popò e lasciano il culetto asciutto per diverse ore. I FuzziBunz hanno un loro sistema particolare per il settaggio delle taglie tramite elastici da stringere o allargare secondo la crescita del bimbo: non è molto chiaro e io devo aver sbagliato qualcosa perché spesso perdono un po’. Il Rumparooz ha le alette laterali come gli usa e getta, ciononostante non funzionano granché bene. I pocket, in generale, sono comodi perché si preparano prima e quando è il momento del cambio la gestualità e la fatica sono le stesse di un pannolino usa e getta. Si può mettere sulla superficie un velo di carta di mais per raccogliere la cacca, così da non dover perdere nemmeno quei due secondi necessari a ripulire la superficie dal grosso della popò prima di riporre il pannolino nella sacca in attesa del lavaggio. Mi sento in colpa perché mi sono lasciata un po’ trascinare dal main stream del pannolino lavabile e allora mi sono riproposta di comprare qualche pocket di aziende italiane. In particolare penso che comprerò un pocket di Tre Topini, uno di ItalMami e un WikiMilky. Da Tre Topini, poi, ho già comprato altre cose e mi sono trovata benissimo e, inoltre, il tessuto usato per la parte a contatto con la pelle e molto simile a quello dei Bumgenius che è a dir poco eccezionale e lascia sempre il culetto asciutto. (p.s. dopo qualche settimana da questo post ho comprato due Fiocco, pannolini pocket di ItalMami; non mi sto trovando benissimo, in qualche modo il tessuto esterno lascia passare l’umidità dell’interno e ogni volta mi trovo a dover cambiare Giorgina da capo a piedi. Continuo a preferire di gran lunga i Bumgenius sia per la tenuta, sia per il lavaggio e l’asciugatura super rapida. Proverò Tre Topini appena possibile e aggiornerò ancora questo post.)

– due pannolini “tutto in due” con quattro inserti. Sono mutandine in tessuto impermeabile ma traspirante a cui si applicano degli inserti assorbenti. Si può cambiare l’inserto ma non la mutandina ad ogni cambio. Ho comprato i Grovia perché mi piacevano le fantasie delle mutandine e ci ho abbinato due inserti in cotone e canapa e due in canapa e microfibra. Anche questi sono in taglia unica dai tre chili e mezzo in poi. Quelli in cotone e canapa ho smesso di usarli quasi subito e li tengo come soluzione d’emergenza perché lasciano troppo umido a contatto con la pelle e Giorgina si arrabbia e strilla come una matta. Non allattando completamente al seno, tendo a cambiarla prima di ogni poppata e dunque ogni tre ore circa; il tessuto di cotone a contatto con la pelle non regge così tanto. Gli inserti con la microfibra a contatto con la pelle funzionano molto meglio, per noi. Non è un tessuto naturale ma tant’è… Ne abbiamo comprati altri due in seguito.

– due pannolini “fitted” in fibra di bambù. Sono pannolini simili a quelli usa e getta ma hanno bisogno di una mutandina esterna impermeabile da comprare a parte. Io ho preso il modello Bamboozled della TotBots, ma anche lì… avrei potuto prendere quelli ItalMami, ad esempio, e sarebbe stato meglio. Hanno il vantaggio che sono a taglie e la taglia piccola andava bene anche su Giorgina che alla nascita pesava due chili e mezzo. Li abbiamo usati fin dalla seconda settimana, appena superata la scioccante fase del meconio. Sono molto molto assorbenti e possono andar bene anche per la notte. Unico problema, restano molto bagnati e Giorgina non apprezza granché…

– qualche pannolino “prefold” con mutandina impermeabile. Sono le classiche pezze di stoffa da ripiegare in vari modi. È una soluzione estremamente economica e le pezze possono in seguito essere utili com stracci per pulire. Ho preso le pezze e una mutandina da Tre Topini, una piccola azienda tutta italiana: la mutandina è fantastica, ad oggi ha tenuto anche le cacche più strabordanti, e le pezze in tessuto bio certificato. Ho preso anche una mutandina Pagù, sempre una piccola azienda italiana che vale la pena supportare, che è molto molto bellina ma come tenuta per Giorgina non va benissimo visto che lei ha le gambine ancora non tanto cicciotte (ma ci stiamo lavorando…). Vanno benissimo per chi ha bambini non troppo agitati sul fasciatoio e magari allattati solo al seno, che quindi vanno cambiati spessissimo. Il problema è sempre quello: restano bagnati a contatto con la pelle. Necessitano un po’ di pratica per imparare ad usarli. Io non ci sono ancora riuscita. Il babbo invece li usa e riesce a metterli alla bimba con una certa maestria che invidio moltissimo.

Al momento noi usiamo soprattutto i pocket Bumgenius (ne abbiamo 11) e i Grovia tutto-in-due (6 inserti in tutto e due mutandine), mentre per i due cambi notturni usiamo i pannolini compostabili EcoWip. In sostanza con circa 300 euro abbiamo comprato tutti i pannolini necessari da qui allo spannolinamento e con due pacchi di pannolini usa e getta al mese ce la caviamo alla grande. Le lavatrici le facciamo una volta ogni due giorni e, nel frattempo, teniamo i pannolini in una sacca impermeabile (per evitare il puzzo si può mettere un po’ di bicarbonato sul fondo). Quando arriva il momento della lavatrice faccio fare un prelavaggio ai pannolini per sciacquare la pipì e la cacca residua e poi aggiungo altre cose (tutine, body o indumenti nostri), qualche goccia di olio di tea-tree insieme al detersivo e avvio un lavaggio leggere a 40 gradi. Fatto. Fatica zero, impatto minimo.

I siti dove comprare pannolini lavabili in Italia sono tantissimi e alcuni spiegano bene anche i pro e i contro di ogni pannolino a seconda delle esigenze dei genitori e delle caratteristiche del bambino (in particolare i negozi Albero e Stella, EcoBaby ed Ecoalma). Insomma io consiglio a tutti di provare perché se ce l’abbiamo fatta noi, ce la possono fare tutti!

Irene
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16 Comments

    • Ciao! Sono andata a spulciare 😉

      Io ultimamente sto praticamente usando solo i prefold perché asciugano più in fretta e qui a Firenze c’è un umidità che non ti dico. Non asciuga nulla!!! In ogni caso, davvero, non capisco quale sia il motivo per cui qui in Italia i lavabili sono così poco usati!!! Con tutto che in molte città fanno una differenziata pazzesca e sarebbe molto più comodo ed economico usare i lavabili piuttosto che dover pagare in più per poter usare gli u&g. Vabbè….

  1. ma bravissima!!! 🙂
    Anch’io li uso, li ho usati per la grande e li riuso ora per il piccolo!
    Ora condivido il tuo post su fb!

    • Grazie! 🙂 Io invece vado subito a lurkare il tuo blog 😉 Il titolo mi piace tantissssssimo!

    • Ciao! Buon anno!!! Non ricordo con assoluta certezza ma mi sembra di averli presi su Eco Bebè (http://www.eco-bebe.com) però perché in quel momento lì c’era un’offertona che ora non mi sembra di aver visto! In ogni caso io adesso sto usando molto un pannolino di un’azienda italiana, che mi è stato regalato e mi piace tanto. È questo qui: http://www.naturalmamma.it/products-page/pannolini/pannolini-lavabili-hippy-nappy/ Pensavo anche di farci una recensione, perché costa un prezzo giusto (molto meno dei BumGenius) e la qualità e la tenuta sono eccellenti. Per quanto riguarda i BumGenius sono certo il top ma questi Naturalmamma sono allo stesso livello e in più vestono molto bene anche i bambini un po’ più cicciotti. Scrivimi pure se hai bisogno di altri chiarimenti! Ormai dopo dodici mesi di pannolini lavabili comincio ad avere una certa esperienza 😛

    • Ciao Erica! Vedo cosa mi è rimasto 🙁 Io uso al momento i taglia unica pocket e dunque andranno fino allo spannolinamento e per i prefold sono alla taglia più grande e quindi anche quelli… I prefold taglia M li ho già dati tutti ad una mia amica che ha partorito da poco. Vado a vedere se mi è rimasto qualcosa!!! Bel progetto!

  2. Ho sperimentato anche io tanti pannolini, è diventata una vera passione. Tra tutti vorrei mensionare i WikyMilky, hanno l’inserto lungo, una vera figata, davvero comodissimo e unico.

    • Irene
      Irene Reply

      Avrei sempre voluto provarli!!! Lo farò con questo “nuovo” allora!!! Grazie del suggerimento!!! 🙂

  3. Sembrano belli questi WikiMilky! Io ho problemi a usarli di notte perché al mattino la mia bimba di 6 mesi è sempre bagnata a bordo pannolino…spero di non essere io incapace a usarli! Al risveglio i vostri bimbi sono sempre asciutti?

    • Irene
      Irene Reply

      No, non sei la sola! Giorgina era una che di notte faceva tanta pipì e Giovanni anche. E ambedue non tollerano molto lo stare nel bagnato. Come ho scritto – non ricordo in quale post – alla fine optai per usare gli U&G compostabili la notte. Per poter dormire in pace, mica per altro… 😛 😛 Va bene l’ecologia, ma bisogna pensare anche al benessere dei genitori!!! O no? 😛

      • Ok dai, mi consolo!! Grazie per la dritta e complimenti per il blog e per l’attività: ho dato un occhio al locale, mi ispira molto…la prima volta che passo per la tua città ci faccio un salto!

  4. Ho visitato il sito Wikymilky, carino davvero, e se ne parla bene in giro.
    Ma la borsa porta pannolini a tracolla l’avete vista? è Stupenda!
    Sto per comprarne un po di questi lavabili, sicuramente aggiungero qualche wikymilky alla mia lista.

    Grazie Marta
    E complimenti Irene per il blog!

    • Irene
      Irene Reply

      Vero! La borsa è bellissima!!! <3 Grazie per i complimenti!!! :*

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